Ne ho già scritto qua, ma voglio ribadire.
Dai tassisti di Roma ai forconi di Palermo è in atto qualcosa che superficialmente potrebbe essere identificata come una prova di forza, ma che in realtà è una testimonianza di debolezza dello Stato.
Il momento difficile non autorizza nessuno a scatenare rivolte che hanno soltanto brutti effetti collaterali. Passare all’incasso di un diritto con un’arma in pugno equivale a calpestarlo, quel diritto. Anche perché coi sacrifici che si vedono all’orizzonte, qualcuno potrebbe decidere che il modo migliore di evitarli è di imporli agli altri. E questo è un ragionamento che porta dritti alla guerra civile.
Quindi tollerare istituzionalmente manifestazioni come quelle che stanno paralizzando la Sicilia è quantomeno un atto di imprudenza, al netto delle responsabilità personali.

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