Elogio del 13 dicembre

Avete un giorno dell’anno che vi piace particolarmente? Io sì. E’ oggi, il 13 dicembre.
Da sempre amo il Natale, il freddo, la neve, l’albero carico di luci, il cibo invernale. Persino a Ferragosto capita che mi scappi un pensiero dicembrino.
C’è ovviamente un sistema di sensazioni e convinzioni disperatamente personali dietro tutto ciò. La passione per lo sport (d’estate mi sento azzerato) e un bug nei sistemi di termoregolazione corporale (il caldo strangola i miei bioritmi) giocano un ruolo determinante. Ma se fosse per me, si dovrebbe vivere dieci mesi all’anno col clima invernale, compresa l’ora solare.
Il 13 dicembre è la giornata ideale perché s’annuncia festa, con un assaggio di festa, senza nulla togliere alla festa. Insomma è una festa al cubo con il cibo di noi palermitani: arancine (oggi a certe latitudini del web non si parlerà d’altro) e le meno conosciute panelle dolci (la cuccia non mi fa impazzire).
E se parlando di stagioni e di cibo si finisce nel tempio del luogocomunismo, per un giorno niente ci fa.

 

  

10 Comments

  1. Salvatore Battaglia
    Dic 13, 2011 @ 03:30:35

    Si la festadi Santa Lucia da gaiezza, ed esalta
    i sentimenti più giovanili,in vista dell’imminente
    Santo Natale.
    Assieme alle arancine mettereiil gateau di patate:
    quanto era brava mia mamma!
    Auguri.

  2. mara
    Dic 13, 2011 @ 07:38:26

    a Thoiry abbiamo cominciato, la cuccia è pronta da ieri, oggi arancine e “gattò”. Stasera con cari e buoni amici per festeggiare riappropiandoci di vecchi sapori. Mancate solo tu e Daniela. Baci

  3. Maristella
    Dic 13, 2011 @ 12:10:09

    Oggi ho preso un giorno di libertà da tutto.
    Di buon mattino ho messo su il grano, secondo la ricetta che mi insegnò mia nonna Tatà: alloro e ceci, così è più sfizioso.
    Poi via libera alle arancine: ne ho impastate una trentina, forse un tantino troppe, considerato che a mangiarle saremo solo in due:-)
    E non potrà mancare il dessert di cuccia, ricotta, cannella e pezzettini di cioccolato fondente (la ricotta l’ho fatta arrivare, strategicamente, dalla montagna agrigentina).
    Per non sfidare la tradizione, oggi faccio come mi insegnò la nonna: niente pane, niente pasta, se no Santa Lucia ci resta male:-)
    Auguri a tutti!

  4. Serena Tudisco
    Dic 13, 2011 @ 12:13:02

    Questo anticipo di festa, come lo descrivi poeticamente tu é vero, prima nella mia famiglia passava quasi inosservato: mia madre non ha mai cucinato le arancine, nè mio padre. Sono cresciuta sentendo racconti di queste donne che “producevano” arancine su arancine! C’era anche il fattore digestione, pesanti, pesantissime una volta me le hanno pure portate al forno, bruttissimo avvenimento.
    Crescendo, ormai indipendente, posso scegliere in maniera deliberata di mangiare un’arancina, forse due! Anche io al burro!

  5. anto
    Dic 13, 2011 @ 14:57:05

    incuriositissima dalla “cuccia” ho cercato di documentarmi su internet e ho trovato varie versioni, le più disparate… al miele, alla crema di latte, con il cacao… ho capito che è un dolce con grano e legumi. qualcuno mi sa indicare dove trovare una versione attendibile?
    buona santa lucia a tutti!

  6. Gery Palazzotto
    Dic 13, 2011 @ 15:13:00

    Ciao Anto, una versione attendibile mi pare questa. Però io non sono un esperto di cuccìa (l’accento serve per spiegarti la pronuncia). Se parliamo di arancine però, il discorso cambia…

  7. anto
    Dic 14, 2011 @ 09:00:33

    grazie, gery, much obliged.

  8. Angelo
    Dic 14, 2011 @ 12:12:28

    Forse siamo l’unico posto al mondo dove una penitenza diventa una gran mangiata?

  9. Mao
    Dic 14, 2011 @ 15:35:52

    Il clima del 13 Dicembre per fare sport? Se fossi a Palermo lo penserei anche io, probabilmente. Ma io mi sento annientato in questo periodo.

  10. Il calcolo imperfetto della felicità | Gery Palazzotto
    Dic 08, 2015 @ 21:47:13

    […] il Natale. Aspetto questo periodo sin da Ferragosto: non sono stato concepito, allevato, assemblato per l’estate, […]

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