Non mi interessa come si difende, quali barzellette tira fuori dal suo scarso repertorio, cosa inventa a se stesso. Io godo della ritrovata normalità in cui se uno ha un problema giudiziario, se lo va a discutere in un’aula di giustizia con tutte le garanzie del caso.
Gioire nel vedere Berlusconi in tribunale è di certo una stortura, ma è anche la conseguenza di un clima di storture nel quale ci hanno buggerato con leggi personali, lodi improponibili, finte emergenze.
La regolarità di un procedimento pubblico e la logica concatenazione degli eventi: da quanto tempo non guardavamo alle cose del nostro mondo con una consapevolezza antica? Oddio, non è che prima di Berlusconi vivessimo in un mondo di fate, però almeno a quel tempo la criminalità al potere non si mostrava orgogliosa di esser stata smascherata. C’era una discreta ritrosia a farsi cogliere con le mani nel malloppo, tutto qui.
Poi il “sogno italiano” si è avverato in tutto il suo luttuoso splendore ed eccoci qua, come veri sopravvissuti. A spiare come guardoni un anziano signore che si prende il caffé prima di andare a discutere delle sue cause giudiziarie. A sperare non già in una condanna, ma in uno svolgimento del processo.
Per chi proviene dal buio anche un cerino acceso è abbagliante.