A guardare la sfuriata di Giuliano Ferrara contro Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk su Raitre, il telespettatore inciampa in un dubbio: sarebbe stato meglio replicare oppure è stato giusto lasciar perdere.
Se non avete visto il programma e vi interessa approfondire la questione, fermatevi un attimo, guardate qui e poi tornate a queste righe.
Ferrara usa un argomento, l’incauto accostamento del nostro premier a Strauss Kahn, come una clava e centra la testa del conduttore, oltre a mandare in frantumi le suppellettili. Ragiona e sragiona, secondo il copione che in tv ha maggior successo: vomito ergo sum, ovvero mi libero (non senza un motivo contingente) quindi esisto con profitto.
E’ un vecchio trucco, già utilizzato da un altro ravanatore di polemiche come Vittorio Sgarbi che qualche decennio addietro giocò tutte le sue carte nell’urlo catodico, nell’offesa preventiva. Ed ebbe fortuna, purtroppo.
Però Giuliano Ferrara, che ha un talento giornalistico innegabile, ha il suo tallone d’Achille nella finzione di una fedeltà critica nei confronti di Silvio Berlusconi. Il suo gioco dialettico è pressappoco questo (con le mille varianti dei mille casini in cui si è cacciato il Cavaliere nella sua esistenza): “Tu, Silvio caro, sbagli di certo (pausa teatrale). Ma non sbagli per quello che dicono tutti gli altri, i giudici, i comunisti, i nemici della democrazia, gli abortisti e i lettori di Repubblica. No, tu sbagli perché sei troppo buono, troppo generoso, troppo altruista, eccetera”.
Se un Massimo Bernardini invita un personaggio del genere, mestiere insegna che debba organizzare i soccorsi quando ancora nulla è accaduto. Insomma, ci si deve preparare a fronteggiare un bufalo inferocito come il direttore del Foglio, prima che cominci a sferrare cornate.
Invece niente. A parte qualche risolino e un paio di balbettii, il conduttore di Tv Talk per quasi quattro minuti – un’eternità in televisione – non è riuscito  a controbattere all’ospite che lo aveva spodestato dal trono di conduttore.
E qui siamo alla domanda iniziale: replicare o lasciar perdere?
La risposta va cercata nella strategia militare. Se la forza da opporre all’aggressore non è tale da impensierirlo, meglio convogliare i buoni intenti verso un’efficace via d’uscita: che sia la fuga o la resa, è questione di mere contingenze.
Invece, miracoli della televisione italiana, il buon Bernardini è riuscito a perdere senza combattere, senza fuggire e senza nemmeno imbastire una resa onorevole.
Molti di voi diranno, magari a ragione: è una persona educata.
Obiezione: in tv, in questa tv l’educazione non è un metodo né un passepartout. Se si ospita uno come Giuliano Ferrara bisogna essere pronti a mettere le mani nel fango, perché gli intellettualini quello se li mangia per colazione.
Dovrebbe essere una prova attitudinale per tutti quelli che s’intestano la titolarità di un nuovo programma televisivo: fare una domanda intelligente su Berlusconi a Ferrara.
E, come cantava Jannacci, vedere di nascosto l’effetto che fa.

Please follow and like us: