Mi scrive Fabrizio Bognanni:

Caro Gery, voglio raccontarti un episodio accaduto ieri sera al Teatro Greco di Siracusa.
Andava in scena la prima di Andromaca, una tragedia ben nota al pubblico amante delle rappresentazioni classiche. Come al solito, teatro colmo di pubblico attento e partecipe.
A un certo punto Mariano Rigillo (magnifico interprete di Peleo) rivolto all’arrogante e vanitoso re di Sparta e alla sua furia parolaia dice: “Farabutto pieno di soldi che non vale niente”. Non ha nemmeno avuto il tempo di concludere la battuta che dalla cavea si è levato un applauso fragoroso e sul volto di moltissimi è comparso un sorriso complice.
Non credo che l’apprezzamento del pubblico sia stato causato dall’avversione nei confronti del personaggio di Menelao ma, piuttosto, all’associazione mentale che si è determinata nella testa di molti. Questo è un meccanismo noto e studiato in psichiatria è consiste nel mettere in relazione due idee distinte in maniera inconscia.
La domanda finale è: credi anche tu che nella mente di ogni spettatore, contemporaneamente, sia scattata la medesima associazione d’idee e che tutti abbiano pensato al medesimo ributtante personaggio contemporaneo?

La mia risposta è: sì