Proseguendo le riflessioni (mie e vostre) di ieri sui referendum prossimi venturi e, in particolare, sul quesito che riguarda le centrali nucleari, ho trovato un’interessante intervista su un vecchio numero di Wired (novembre scorso). Parla Stewart Brand, l’inventore del Whole Earth Catalog, un punto di riferimento degli ambientalisti degli anni settanta, quelli forti tanto per intenderci.
Oggi Brand è un eretico e del nucleare pensa quel che segue:

Sono rimasto impressionato da quanto siano esagerate tante delle accuse contro il nucleare. Le radiazioni sono molto meno pericolose di quanto mi era stato spiegato. L’eliminazione delle scorie è facile e normale, gli Stati Uniti l’hanno fatto nel New Mexico per più di un decennio senza problemi. L’energia nucleare è certamente più costosa del carbone o del gas naturale, ma anche l’eolico e il solare lo sono, e alla lunga costano più del nucleare. Gli Stati devono tassare i combustibili fossili come carbone, gas e petrolio, altrimenti siamo cotti. (…)
La scienza aiuta a capire qual è il livello di rischio, e la tecnologia permette di orientarlo nella direzione migliore. Non esiste niente che non presenti rischi. Ma ora il pericolo maggiore viene dal non fare niente, e aspettare che il cambiamento climatico ci travolga.

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