Quel che dice l’ambientalista eretico

Proseguendo le riflessioni (mie e vostre) di ieri sui referendum prossimi venturi e, in particolare, sul quesito che riguarda le centrali nucleari, ho trovato un’interessante intervista su un vecchio numero di Wired (novembre scorso). Parla Stewart Brand, l’inventore del Whole Earth Catalog, un punto di riferimento degli ambientalisti degli anni settanta, quelli forti tanto per intenderci.
Oggi Brand è un eretico e del nucleare pensa quel che segue:

Sono rimasto impressionato da quanto siano esagerate tante delle accuse contro il nucleare. Le radiazioni sono molto meno pericolose di quanto mi era stato spiegato. L’eliminazione delle scorie è facile e normale, gli Stati Uniti l’hanno fatto nel New Mexico per più di un decennio senza problemi. L’energia nucleare è certamente più costosa del carbone o del gas naturale, ma anche l’eolico e il solare lo sono, e alla lunga costano più del nucleare. Gli Stati devono tassare i combustibili fossili come carbone, gas e petrolio, altrimenti siamo cotti. (…)
La scienza aiuta a capire qual è il livello di rischio, e la tecnologia permette di orientarlo nella direzione migliore. Non esiste niente che non presenti rischi. Ma ora il pericolo maggiore viene dal non fare niente, e aspettare che il cambiamento climatico ci travolga.

  

9 Comments

  1. salvatore battaglia
    Apr 12, 2011 @ 06:03:25

    Il non fare la scelta peggiore

  2. anto
    Apr 12, 2011 @ 14:40:42

    difficile esprimersi, specie succintamente, su un argomento come questo. difficile formarsi un’opinione definitiva. infatti numerose voci esperte (e spesso affidabili) parlano da opposte sponde e sembrano tutte fornire elementi validi a supporto delle proprie tesi.

    ma, se l’articolo di brand risale a novembre scorso, forse bisognerebbe risentirlo adesso, perché magari ha aggiornato i propri pensieri in seguito agli ultimi accadimenti.
    comunque non so chi gli abbia a suo tempo spiegato la contenuta pericolosità delle radiazioni, né tantomeno come l’eliminazione delle scorie sia già stata realizzata dagli usa senza problemi. forse dovrebbe raccontarlo ad obama, che si sta ancora dannando sul deposito in nevada, non ancora attivo e denso di incognite, che per scongiurare danni dovrebbe comunque restare funzionante e intatto per, pare, almeno 10.000 anni. inoltre tempi e costi di realizzazione delle centrali di quarta generazione si sono dilatati, così come la fase di ricerca ad esse relativa.

    per quanto riguarda il nostro paese, dove le centrali, quand’anche costruite, resterebbero di terza generazione, resta l’ipotesi di una cosa tanto delicata in un contesto dove la gestione del territorio è cialtrona e raffazzonata, dove il rischio sismico è alto e diffuso, dove corruzione e infiltrazioni della delinquenza organizzata sono all’ordine del giorno, e dove – peraltro – anche i più agguerriti sostenitori del nucleare, lo vedrebbero sì di buon occhio, ma a debita distanza da casa propria.

    pur biasimando l’immobilità nell’attesa che il fabbisogno energetico sia l’ennesima emergenza e come tale affrontato, forse varrebbe la pena di investire più tempo e risorse nello studio di un mix di altre forme di produzione energetica, alcune già attive e produttive in diversi posti, altre ancora da implementare, che potrebbero comunque rappresentare una possibile soluzione.
    qualsiasi cosa comporta un possibile rischio, ma esiste una valutazione dell’entità di questo a fronte dei benefici ottenibili.
    ultima osservazione: anche l’uranio non è infinito e i francesi, che le centrali già le hanno, ci svendono l’energia in eccesso a un prezzo estremamente favorevole.
    se nel frattempo non riusciamo a troncare i rapporti con loro, e con l’europa intera.

  3. Mirella
    Apr 12, 2011 @ 17:18:12

    Ho ascoltato un’intervista del premio Nobel Rubbia, era contrario alle centrali nucleari…il suo discorso mi ha convinto,e non solo quello. Nulla è tutto bianco o tutto nero, ma a me pare che i rischi del nucleare siano davvero eccessivi.
    Personalmente, voterò SI’ a tutti i referendum.
    Mirella

  4. fm
    Apr 12, 2011 @ 18:29:19

    Insisto, non è il nucleare che mi preoccupa ma chi lo gestirà

  5. Angelo
    Apr 12, 2011 @ 19:26:45

    Qualsiasi voce che si leva in favore del nucleare lo fa “a distanza”. Personalmente, potrei cambiare opinione (contraria) nel solo caso in cui qualcuno di questi sostenitori andasse ad abitare con i suoi bambini a meno di 5 km da una centrale.

  6. marina salomone
    Apr 14, 2011 @ 04:18:11

    sapevo di queste sue considerazioni e che dire? Anch’io, seppure contraria al nucleare, non ho più le ingenue certezze che avevo solo dieci anni fa. Anche se qui non venissero mai installate, basta un incidente in qualsiasi centrale europea per pagarne anche noi le conseguenze. Intanto abbiamo già pagato quelle di Cernobyl (basta vedere i casi dimalattie alla tiroide che sono diventare epidemia dagli anni 90 in poi) e tra poco pagheremo quelle del Giappone…..tanto varrebbe avere energia a un costo basso, se è vero che le cose stanno così

  7. Angelo
    Apr 14, 2011 @ 11:43:56

    Il costo dell’energia non può considerarsi basso se si tiene conto della dismissione della centrale (obbligato dopo alcune decine d’anni) e del trattamento e stoccaggio delle scorie.
    Sono attività che comportano costi per la collettività che bisogna recuperare, ad esempio attraverso aumenti della “bolletta”.

    Inoltre, non è vero che le centrali nucleari siano efficienti: soltanto il 35% del calore sviluppato viene utilizzato per produrre energia elettrica, il resto deve essere dissipato nell’ambiente. Una centrale termoelettrica utilizza quasi il 57% del calore prodotto, un termovalorizzatore può arrivare al 27%.

  8. Angelo
    Apr 14, 2011 @ 12:09:30

    Avere una centrale nucleare vicino casa non è come averla ad una certa distanza: in caso di incidente, oltre alle sostanze “leggere” trasportate dai venti, vengono liberate anche sostanze radioattive “pesanti” che rimangono radioattive per lunghissimo tempo e che ricadono al suolo entro alcune decine di km dalla centrale. Infatti, a Chernobyl e Fukushima sono state evacuate aree a meno di 100 km di distanza; ciò significa che in caso di incidente ad una centrale ubicata ad es. a Termini Imerese, dovrebbe essere evacuata un’area comprendente tutta la città di Palermo comprese le città satelliti.

    Inoltre, durante il normale esercizio, la centrale emette residui radioattivi, tanto che è accertato che i bambini con meno di 5 anni che vivono entro 5 km dai reattori sono maggiormente soggetti a contrarre leucemie.

    (Mi scuso per avere in parte ripetuto quanto scritto nel commento al post sui referendum, ma mi pareva utile)

  9. rosipa
    Apr 14, 2011 @ 14:23:12

    Voterò si a tutti i referendum.Il nucleare, come sottolinea fm, qui in Italia è più pericoloso che altrove, non solo per il rischio sismico del nostro territorio.

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