Berlusconi dice che con la sua riforma della giustizia nuova di zecca non ci sarebbe stata Mani Pulite e ammette che aspettava dal 1994 questo momento. Insomma in un colpo solo lascia trasparire anni e anni di malafede, di tentativi di infrangere la legge, di bluff e di magagne.
Ridurre Mani Pulite a una “invasione della magistratura nella politica” che ha portato “nel corso della storia degli ultimi venti anni a cambiamenti di governo, a un annullamento della classe dirigente nel ’93” significa qualcosa di peggio che turarsi occhi e orecchie davanti alla realtà, significa cercare di passare una benda chilometrica su occhi e orecchie di milioni di italiani e pretendere che nessuno si lamenti, e anzi ringrazi per il buio e il silenzio improvvisi.
Pensate: l’ossessione personale di un uomo inseguito dai guai che lui stesso ha provocato, sta alla base di una rivoluzione senza precedenti. Un premier che è costretto a citare “il caso Ruby” mentre illustra una svolta storica della giustizia è la metafora più azzeccata di questo Paese: un tempo si citavano santi, scrittori e filosofi, oggi si rimedia con le signorine disinibite.

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