Quella domanda ai Duran Duran

Ieri mattina mentre ascoltavo l’intervista ai Duran Duran su Radio Deejay mi è affiorato un ricordo del 1987.
Era primavera, mi trovavo all’hotel Quisisana di Capri, ospite della Uniform, lo sponsor del primo tour italiano dei Duran Duran. Ero insieme ad altri cento giornalisti alla conferenza stampa della band, in diretta su Radio 1. Palermo era la prima tappa del tour quindi, secondo gli organizzatori, toccava a me fare la prima domanda.
Mi hanno dato il microfono e mi sono alzato. Di fronte, lo sguardo strafottente (o strafatto?) di Simon Le Bon.

Nei giorni precedenti, quando in città si era sparsa la voce che avrei incontrato i Duran Duran, il telefono di casa aveva squillato anche di notte: decine e decine ragazzine che nemmeno conoscevo si dichiaravano disposte a tutto pur di venire con me.
Andai da solo.

Ho parlato con la bocca attaccata al microfono come un giostraio, nonostante a quei tempi lavorassi molto con la radio. E ho fatto la mia domanda: “In un periodo in cui torna di moda il rock politico, come vi sentite ad essere considerati una band per ragazzine?”.
Simon Le Bon ruggì: “Meglio suonare per le ragazzine che per giornalisti come te”. Poi Nick Rhodes, che era il saggio del gruppo, cerco di mediare.

  

15 Comments

  1. Mirella
    Feb 25, 2011 @ 23:53:46

    A me non sono mai piaciuti, neanche quando ero più giovane. Il loro è più un successo costruito che meritato per vere capacità artistiche. Preferisco i Pooh.
    Mirella

  2. rosipa
    Feb 26, 2011 @ 09:19:28

    I Duran avevano colpito ragazzine e ragazzini. Non dimenticherò mai quattro wild boys in enduro cagiva che stazionavano nei pomeriggi estivi, sui gradini del J. Walker, svincolo autostrada Carini. Dopo qualche settimana, si formò un gruppo di ragazzine che attendevano il loro arrivo. Il più gettonato era il sosia di John Taylor, ed era anche il più intelligente, poichè sorrideva mesto, osservava e taceva. Gli altri invece ridacchiavano sguaiatamente e conversavano tra loro con frasi tipo: ueeee compare, un ci nè scagghiula pi stasira,amunì. Preferivo gli Spandau. Mi piacerebbe sapere come hai reagito, o per lo meno, cosa hai pensato alla secca replica di Le Bon. Cioè non mi sembri il tipo alla Fantozzi che ricade sulla poltrona e bofonchia “mi scusi”. Stu vastusu di Le Bon.

  3. Gery Palazzotto
    Feb 26, 2011 @ 10:03:40

    Beh Rosipa, oggi probabilmente il tuo John Taylor peserà una novantina di chili, avrà gli occhiali da presbite e si occuperà più della sua prostata che della sua chioma…
    Dopo quella risposta non dissi nulla. Tutti i giornalisti risero. Ma di lui, di Simon Le Bon.

  4. la contessa
    Feb 26, 2011 @ 10:51:27

    I Duran Duran erano anche il simbolo dei paninari (che orrore!), e preferire gli Spandau Ballet a loro era come indossare una felpa Americanino invece della più giusta (e costosa) Best Company. Come scegliere tra un jeans Wrangler e un El Charro. I Duran Duran non erano solo una “band per ragazzine”, erano una filosofia di vita. E se eri così sfortunato da essere paninaro e adorare gli Spandau, ti toccava ascoltarli di nascosto. Guai a farti sorprendere a canticchiare “Gold”, rischiavi l’ostracismo!

  5. Luigi Ansaloni
    Feb 26, 2011 @ 21:10:22

    Beh i Duran qualche canzone non da ragazzine l’hanno fatta…Save a Prayer mi sembra un ottimo lavoro, tanto per dirne una

  6. ALESSANDRO
    Apr 28, 2011 @ 14:17:38

    Gery,
    probabilmente ai tempi la risposta di Simon Le Bon è stata un pò “azzardata”…ma considera che i Duran già all’epoca si erano già rotti sempre delle stesse domande che si focalizzavano sull’aspetto esteriore e sul fatto che le ragazzine costituivano una gran fetta del loro pubblico piuttosto che sulla loro validità musicale…che c’è SEMPRE stata….30 anni di carriera non te li regala nessuno se non c’è sostanza alla base.
    Poi, Simon sicuramente non è il più diplomatico del gruppo. E’ sanguigno, impulsivo e quindi a volte anche indisponente ma ti posso assicurare che, con le domande giuste, non lo è affatto. Gli altri del gruppo, soprattutto Nick Rhodes e Roger Taylor.
    Detto questo, vorrei farti notare una cosa: non credo che per quella risposta si debba denigrare un gruppo (secondo me il più sottovalutato). Se non è così allora scusami ma questo è ciò che appare da quanto hai scritto.
    I Duran Duran hanno avuto sempre stoffa ed è questa che li ha sempre aiutati a superare le crisi (che esistono in ogni carriera lunga).
    Ho sempre odiato l’antagonismo Duran – Spandau (che palle, ancora dopo 30 anni la stessa storia) e la faccenda dei paninari (accaduta, grazie a Dio, solo in Italia…..).
    Simon Le Bon, Nick Rhodes, John Taylor e Roger Taylor, i grandi DURAN DURAN, non sono mai stati degli stupidi. Ma forse 30 anni di carriera, oltre 100 milioni di dischi venduti, svariati premi e riconoscimenti ricevuti, un’attività continua (sicuramente con alti e bassi, ma continua) non sono sufficienti…. e dopo 30 anni leggo ancora cose come “canzoni per ragazzine”, ecc. ecc.
    Grazie comunque per il tuo utile contributo.
    Buon lavoro.

    Alessandro

  7. Gery Palazzotto
    Apr 28, 2011 @ 14:29:27

    Alessandro,
    non mi permetterei mai di sminuire il valore della band. Se dal mio post traspare una volontà denigratoria, evidentemente ho sbagliato a inanellare le parole. E comunque colgo l’occasione per puntualizzare: ho raccontato solo un episodio personale e alcune canzoni dei Duran Duran piacciono anche a un rockettaro come il sottoscritto.
    Quanto alla “band per ragazzine” è un dato oggettivo: i DD erano celebri per le scene di isteria collettiva tra il pubblico femminile.

    Grazie a te per il contributo.

  8. Rossella
    Ago 29, 2011 @ 11:51:04

    Se tu avessi raccontato questo episodio 24 anni fa, avrei potuto capire, ma detto adesso posso solo intuire che la tua professionalità non e’ cambiata, nel senso che e’ tale e quale a quando hai iniziato, non puoi adesso uscirtene con la storia di avere inanellato male le parole!!!!
    Provate a fare domande da persone adulte e soprattutto da persone intelligenti, forse e’ questo che ogni personaggio vorrebbe dal giornalista.
    E guarda che quelle ragazzine isteriche esistono ancora oggi, oggi donne adulte, sposate e con figli! Se dopo 30 anni esistono ancora sicuramente c’è un motivo, ma basta con i soliti discorsi, cercate argomenti più interessanti, o forse devo pensare che vi fa comodo ????
    Vedi quante risposte hai nel tuo blog? E’ questo che cerchi???
    Fammi la cortesia di avvisarmi quando scrivi il prossimo, sono curiosa!!!
    Ciao

  9. Gery Palazzotto
    Ago 29, 2011 @ 12:04:50

    Quale congiura potrebbe mai esserci dietro un argomento così evanescente? Mi fa comodo, cosa?
    Ho raccontato un minimo episodio personale in un blog personale, che caspita c’entra la professionalità?
    E poi di che dovrei avvisarti?
    Mi sembri abbastanza confusa.

  10. Franco
    Feb 15, 2012 @ 13:20:35

    A differenza di altri, io rammento semmai duraniani piuttosto in gamba, appassionati di musica non di costume; e che furono i paninari, peraltro cantati dai Pet Shop Boys, ad adottarli, non certo viceversa. Nella stessa Wild Boys, che Le Bon, avido lettore, scrisse ispirato dall’omonimo libro di W. S. Burroughs, c’era un inno generazionale che in pochi vollero o seppero cogliere. Premesso poi che una vera rivalità tra Duran e Spandau non c’è mai stata se non per le riviste (Tony Hadley ha persino interpretato ‘Save A Prayer’), gli Spandau Ballet, nati dalla snobissima Londra e ben ammanicati negli ambienti del Blitz, ben presto arrancarono dietro ai Duran Duran, figli delle periferie della operaia Birmingham. I DD nascono dalle ceneri del punk e dall’art rock, dall’Inghilterra della Thatcher e della recessione, tra la disoccupazione di massa e gli attentati dell’IRA, con influenze come Bowie, Roxy Music, Kraftwerk, e dalla volontà di sperimentare intuizioni musicali che sin lì avevano esplorato solo i Japan di Life In Tokyo e di Giorgio Moroder. Per dare un’idea delle cose, al tempo, i membri dei Duran Duran avevano, si e no, diciotto anni. L’evoluzione stessa del gruppo non è solo il frutto di una forte determinazione, ma una scelta: una sfida artistica che raramente è stata loro riconosciuta. Non a caso la secca risposta di Le Bon, a mio avviso affatto da ridere, rifletteva in pieno la ben nota avversione della band per la continua mancanza di rispetto della categoria verso il pubblico, o meglio verso la parte femminile del pubblico, del gruppo. Una offesa in una speculazione da cui i Duran si erano già affrancati diverse volte… Per quanto riguarda il rapporto tra la loro musica e il c.d. rock politico, potrebbe già averti risposto Rhodes nell’occasione, ma aggiungo io: i Clash erano sotto contratto con la CBS. I Sex Pistols con la EMI. E sebbene siano stati surrealmente bollati come edonistici, in realtà i Duran Duran rappresentavano solo un sogno ad occhi aperti e la loro attitudine era molto meno ipocrita di tanti loro detrattori. Già nell’81 virarono via dal New Romantic perchè aveva preso più la piega di un movimento di stile che non quella di un fulcro di contenuti. E mentre altri fecero business delle proprie convinzioni politiche, i Duran si tennero fuori da questo approccio, non disdegnando però testi come ad esempio quello di “Edge of America” in Big Thing, album di quel tour 1987, o di altri successivi. Pur essendo diventati amici di Lady Diana e del principe Carlo, i Duran sono stati fischiati dallo staff di Bush Jr. proprio perchè Le Bon aveva apertamente criticato il Presidente USA. John Taylor ha persino appoggiato Obama in uno specifico video, e rigettato un Berlusconi ancora al potere di fronte alla telecamera di Red Ronnie. Inoltre, senza ritagliarsi particolare notorietà hanno sempe appoggiato cause di ogni tipo: dal Live Aid di Bob Geldof a quelle ambientaliste di Al Gore. Per il resto, concordo con ciò che aveva già commentato Alessandro. E francamente, come faceva notare anche Rossella, ammetterai che può apparire tutt’altro che professionale quel giornalista che pur dicendosi tale non sappia “inanellare le parole”. I Duran Duran, da sempre musicisti veri e autori delle proprie canzoni, sono, oggettivamente, sempre stati sottovalutati, soprattutto da una certa provinciale stampa italiana che ancora oggi tira fuori la tua (ex?) collega Gurrado per farsi dei riferimenti. Eppure i Duran sono una delle poche band nate a cavallo degli eighties a non essersi mai sciolte, a esser sopravvissuti alle pressioni di un successo che in quelle proporzioni aveva riguardato solo i Beatles, e che, piaccia o meno, ha sempre compiuto il suo percorso artistico a viso aperto, senza mai scimmiottare se stessa. Se, come pare, i Duran Duran ritorneranno anche in Sicilia nel 2012 per portare dal vivo il loro nuovo album “All You Need Is Now” [ http://youtu.be/A7Er5TsQrGg ] magari potrai rifarti. E magari con una domanda meno banale ;) …Grazie per i tuoi ricordi!

  11. Franco
    Feb 15, 2012 @ 13:53:04

    PS L’album del tour 1987 era Notorious, ed ‘Edge of America’ è inclusa in Big Thing (1988) …Chiedo venia per l’imprecisione e les folies del correttore automatico :)

  12. Toti Piraino
    Mar 01, 2012 @ 07:34:18

    Ciao Gery,per la cronaca eravamo in tribuna come inviati di Radio Studio 104 io e Carmen Di Gloria,la cosa che non dimenticherò mai sai quale fu????
    Incredibile ma vero!!!!
    L’accoglienza che ricevette al suo ingresso in tribuna Red Ronnie,io Carmen Giò Caponetto ci guardammo allibbiti,sembrava Lui Simon Le Bon!!!!
    Un abbraccio

  13. Roberto
    Mar 08, 2016 @ 00:00:03

    Anche i Beatles erano una band per ragazzine, avete mai visto i filmati dei loro concerti? Questo è assolutamente normale. Poi è il tempo che da un giudizio artistico. Io sono grande fan dei Beatles come dei Duran e suono spesso entrambi. I Beatles in soli 7 anni hanno segnato un epoca (gli anni 60) I Duran a loro modo 20 anni dopo pure (gli anni 80) ma i Beatles hanno anche avuto la fortuna di sciogliersi (avrebbero retto?). I Duran comunque se fanno ancora dischi e continuano a fare tour sold out nel 2016, vuol dire che non erano solo un fulmine passeggero per ragazzine degli anni 80.

  14. Duran Duran, trent’anni dopo | Gery Palazzotto
    Giu 06, 2016 @ 11:11:49

    […] stasera assisteranno al concerto dei Duran Duran a Taormina era allo stadio comunale di Palermo, quella sera di fine maggio del 1987 quando Simon e compagni infiammarono i cuori di trentamila spettatori. Perché solo chi c’era […]

  15. Alessandro Ferrara
    Mag 23, 2017 @ 23:51:39

    Andai al concerto solo perchè mi convinsi a comprare i biglietti da un mio compagno di scuola che all’ultimo minuto non potè andarci. Io che all’epoca sentivo Police, Clash, Peter Gabriel, Talking Heads e altri, io andai a vedere i Duran Duran!! Va beh, ognuno ha i propri scheletri nell’armadio, anche se il mio è un vero e proprio cimitero, altro che singolo scheletro :))

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