“La sua è stata una decisione politica. Altro che. I nostri tecnici ci hanno spiegato che avrebbe potuto anche firmarlo. Ha voluto deliberatamente cogliere solo gli aspetti negativi di quanto abbiamo fatto”.

L’attacco di Berlusconi contro un Napolitano che, probabilmente a causa di una crisi di insonnia, si è deciso a contestare il metodo con cui il governo assembla le leggi, racconta molto dell’ignoranza e della presunzione del premier. Il riferimento a quegli “aspetti negativi” tramanda qualcosa in più di un’involontaria ammissione di colpa. Ci dice che per Berlusconi la legge, una qualsiasi legge, è un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E ciò toglie quella solennità quasi sacrale che invece dovrebbe caratterizzare una norma dello stato. Per questo governo, insomma, ogni atto è relativo, giudicabile a seconda degli umori, della cattiva digestione o di una notte passata più o meno bene.

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