Ieri mattina, mentre correvo, il mio iPod mi ha regalato una canzone di cui avevo perso memoria.
Per la prima volta, complice la fatica dell’undicesimo chilometro, mi sono concentrato sulle parole e ho apprezzato il ricordo di quella carezza della sera.
Non so se esistono vite perfette, però uno strumento per misurarne la qualità è l’accompagnamento verso il sonno. Dall’infanzia alla vita adulta, una carezza della sera è come una fiaba: se ne accetta felicemente la fine solo se si ha la certezza che l’indomani ricomincerà.

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