Affari di Bondi

Il ministro del dicastero più disastrato, la cultura, dice che non ci sono più soldi, assiste impotente alla protesta del mondo del cinema, al crollo di Pompei e ad altre catastrofi culturali senza però dimenticarsi di assumere al ministero il fratello della sua compagna ed elargire venticinquemila euro di finanziamento all’ex marito di lei dichiarando che si trattava di due casi umani, giustificazione alla moda tra i berlusconiani, e spingendosi a far godere di soldi pubblici anche la banda musicale del paese in cui vive sempre la solita compagna e persino la compagnia teatrale di un paesello vicino al suo, suo di lui non della compagna, e non contento ottiene che a Venezia s’inventi un premio per far contenta una sconosciuta regista e attrice bulgara molto amica di Berlusconi che ha un concetto di sé del tipo “in quanto a popolarità sto tra Papa Giovanni XIII e Gino Bartali” e che per la cronaca fa soltanto Michelle Bonev, non si sa quanto Michelle ma abbastanza Bonev, il che spiega molte cose.

  

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