Il blitz di Papi per Ruby

Ruby, una minorenne carina e spregiudicata, viene fermata perché sospettata di un furto a casa di amiche, ma mentre è in questura arriva l’ordine di chiudere il caso e di affidare la giovane a Nicole Minetti, consigliere regionale lombarda e soprattutto igienista dentale del premier Silvio Berlusconi, che è il vero artefice del rilascio in quanto è lui che telefona al capo gabinetto della questura per insabbiare la vicenda, mettendo in atto un’incredibile concatenazione di favori al limite del codice penale che neanche in un Paese sudamericano sarebbe passata sotto silenzio, anche perché il premier prende per il culo il funzionario della questura dicendo che la signorina in questione (la minorenne, non la Minetti) è parente del presidente Mubarak, facendo uno strafalcione politico-geografico in quanto Mubarak è egiziano mentre Ruby è marocchina.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

9 commenti su “Il blitz di Papi per Ruby”

  1. Gossip? La Marcegaglia parla di “gossip”. Allora, facciamo un po’ di chiarezza:
    – il presidente del consiglio telefona alla questura di Milano facendo pressione per il rilascio di una persona accusata di furto, dice una menzogna (“nipote di Mubarak”),di fatto calunnia anche l’uomo di stato egiziano e dimostra che è suo costume alzare di tanto in tanto il telefono per aiutare questo o quel personaggio
    – il nostro premier continua a circondarsi di persone equivoche, escort, spacciatori, faccendieri vari
    Ora io mi domando: chi mi assicura che le telefonate generose non siano state fatte anche per salvare mafiosi e corrotti? Il premier è immerso in una brodaglia di gente equivoca, possibile che nessuno si renda conto di quanto sia ricattabile? o di quanto sia RICATTATO?
    Se consideriamo tutto questo mero “gossip” significa che anche chi invoca serietà in realtà non vuole che si venga a capo delle sue cause

  2. adesso aspettiamo il plastico di Arcore per il pragramma di vespa porta a porta!

  3. Dopo esser passato per le mani della sua igienista dentale “con quella bocca , fresca e profumata, può dire ciò che vuole” come in una vecchissima pubblicità. Allora però “la bocca” era quella di Virna Lisi e non aveva 42 denti come il nostro presidente

  4. “Meglio guardare in faccia (!) una bella ragazza che essere gay”.
    No, non può averlo detto, non può averlo detto, non può averlo detto, non può averlo detto…
    Sì. L’ha detto.

  5. Cara Contessa,
    la fase successiva prevede un “mi consenta, certo che con tutte le belle ragasse ci provo, mica son gay che le guardo solo in faccia”.

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