Il lieto fine


C’è qualcosa di meravigliosamente tragico nella morte di Sandra Mondaini. E nulla che abbia a che fare col palcoscenico, con l’arte, con la messa in scena di un sentimento.
E’ l’epilogo che ogni marito defunto sogna dall’alto dei cieli, o chissà da dove, e che non avrà mai il coraggio di confessare vita natural durante: che la sua metà lo segua al più presto, senza la devastazione di un gesto estremo e senza che la tragedia si amplifichi troppo.
Noi maschi viventi, sentendoci altruisti e aperti al mondo, rassicuriamo spesso le nostre mogli: “Dopo che me ne sarò andato sarò felice di saperti felice”.
Felici un corno, diciamocelo.
Se da un balcone, o molto più probabilmente da un tornante dell’aldilà io mi affacciassi e vedessi mia moglie che se la spassa, non so quanto potrei saltare di gioia.
Però mai e poi mai mi batterei per farle lasciare la vita che ancora le spetta.
La fortuna massima di un amore è che sia incantevole anche nel suo atto finale.
Per questo la morte di Sandra Mondaini è meravigliosamente tragica: perché è annunciata e tenera, naturale e consolante.
E’ uno straziante, indimenticabile, felice lieto fine.

  

10 Comments

  1. fm
    Set 22, 2010 @ 01:08:06

    C’e’ una legge Indu. Alla quale non sei costretta (perchè ci sarà qualcuno (maschio) che ti chiamerà fuori , magari potrai fare ancora dei figli. Un servizio da non sottovalutare) ma tu, piccola donna , desideri morire , per legge, con il tuo padrone che per mille anni ha finto di essere solo un compagno.
    Non tutti i maschi sono così- Spero

  2. am
    Set 22, 2010 @ 08:59:32

    fm ma che cosa vuoi dire?

  3. jana
    Set 22, 2010 @ 16:35:53

    Che grandissime parole Gery…hai racchiuso in questo pensiero completo la storia di un amore esemplare che ci ha uniti tutti, davvero, in un solo ragionamento…ma come sempre, tu l’hai detto e pensato meglio di ciascuno…Grazie.

  4. la contessa
    Set 22, 2010 @ 16:44:02

    Jana ha ragione, Gery caro, quello che hai scritto in fondo lo abbiamo pensato tutti. Uomini e donne viventi e che amano profondamente.

  5. jana
    Set 22, 2010 @ 20:29:10

    un saluto affettuoso Contessa…che piacere ritrovarci qui, sempre molto confortante…

  6. Verbena
    Set 22, 2010 @ 22:24:29

    Non vorrei fare la sfasciafamiglie dell’aldilà ma… ho conosciuto (e non me ne vanto per nulla) ben tre coppie giovani rovinate dal lutto.
    Coppie divise dalla morte di lui o di lei. In tutti e tre i casi si trattava di coppie bellissime, felici e con tutta la vita davanti. I vedovi si sono risposati. E a poco più di un anno dalla morte del caro estinto. E’ una legge di sopravvivenza che trovo normale. Se dovessi lasciare la mia metà in luttuosa solitudine lo autorizzo a spassarsela. Gliel’ho già detto e glielo ripeto. Per quanto mi riguarda è un atto d’amore. E lui questo lo sa.

  7. Gery Palazzotto
    Set 23, 2010 @ 00:56:59

    Cara Verbena, la discussione ha il suo perché solo se si considera il suo lato romantico e distante dalla realtà. Nessuno uomo-cadavere di buona volontà augurerebbe a una giovane vedova un futuro breve.
    Però con l’età che avanza e i sogni che invadono il tempo di veglia forse è lecito immaginare qualcos’altro: un happy ending a sorpresa e con sorpresa.

  8. Verbena
    Set 23, 2010 @ 09:25:09

    Potrei aggiungere che il mio punto di vista l’ho visto valere anche per persone di “una certa età”, ma la farei troppo lunga. Meglio sorridere e pensare ai vivi, va’.

  9. silvia
    Set 23, 2010 @ 09:29:45

    Riallacciandomi a Verbena: mia madre è rimasta vedova all’ètà di 31 anni. Dopo due anni si è risposata ed è stata la cosa migliore che potesse fare. Papà, dove si trova, ne sono sicura, approvava.

  10. la contessa
    Set 23, 2010 @ 10:00:22

    Ok, tutto vero e molto razionale. Ma un po’ di romantico egoismo, suvvia…

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