17 commenti per “Il vero problema dell’informazione”
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9 settembre 2010 alle 11:11
E’ questa l’informazione padana e a breve sarà , ma lo è già da tempo in realtà, anche l’informazione “nostrana”.
Tanti ma tanti anni fa il mio professore di genetica, con cui facevo la tesi mi fece notare il cartellone pubblicitario sull’orrido palazzone che incombe su piazza Politeama “Ecco- mi disse- adesso Palermo è sconcia come Milano”
9 settembre 2010 alle 14:39
D’accordo, ma non ho capito il nesso.
9 settembre 2010 alle 15:50
Chiedi a me o a fm?
9 settembre 2010 alle 18:45
Il vero appagamento si conseguirebbe se, come accade per l’evacuato di origine umana, una volta tirato lo sciacquone, gli stronzi sparissero nelle fogne.
Purtroppo, nella fattispecie (vedi il pistolotto recitato l’altra sera da Minzolini nel TG1) nel loro caso più acqua tiri, più galleggiano e ammorbano l’aria.
9 settembre 2010 alle 20:02
Caro Tex Willer, avevo appena finito di deliscare, pulire e impiattare due splendide orate cotte al sale, le patate stavano rosolando ben bene diffondendo nell’aria un meraviglioso profumo di salvia e rosmarino, mi accingevo a riempire un altro calice di Gewurtztraminer… Poi ho letto il suo commento. Non so, faccia lei!
9 settembre 2010 alle 22:06
Cara Contessa,
a questo punto suggerirei di cambiar vino.
9 settembre 2010 alle 22:31
Giammai!
10 settembre 2010 alle 10:17
Gentile contessa, leggo con colpevole ritardo il suo commento e mi scuso dal profondo del cuore per il turbamento arrecatole con la mia chiosa. Purtroppo l’argomento aperto da Gery è di una tale gravità che rischia di diventare una cancrena per quella che ancora qualcuno si ostina a definire “libertà d’informazione”. Trovare in questi casi termini allusivi più delicati, mi creda, è impresa pressochè impossibile.
Ora mi permetta, per alleggerire la cosa, detto da un grande apprezzatore di vini, io non avrei mai accostato un gewurtztraminer (vino che amo e del quale detengo una preziosa riserva) specie se alsaziano, ad una magnifica orata cotta al sale.
Troppo imponente il bouquet e poca acidità al palato per potere apprezzare il sapore di mare del pesce. Al contrario avrei scelto un pinot grigio d’annata o, meglio ancora, un collio bianco Fosarin 2004. Se poi la cena era propedeutica ad una promettente serata in compagnia, avrei osato anche un franciacorta gran cuvée pas operé 2000 Bellavista. Comunque, PROSIT.
10 settembre 2010 alle 10:31
Tex Willer, ma qui siamo nell’Olimpo! E tiri fuori qualche bottiglia, forza…
10 settembre 2010 alle 10:51
Ma Tex Willer non beveva solo acqua di fuoco?
Io un’orata me la farei a sentir parlare Tex di vini.
Naturalmente nel frattempo li berrei anche volentieri.
10 settembre 2010 alle 11:07
@Tex Willer: Pinot grigio, dice… Mi fido. Non so perchè, ma mi fido.
E ho preso nota anche dell’altro. Merci!
10 settembre 2010 alle 11:44
Da quando frequento il tuo blog, caro Gery, mi sono permesso, in alcune occasioni, di identificare, a mio parere, i due più gravi cancri nazionali che impediscono uno sviluppo “normale” della vita sociale e, infine, dell’economia: la corruzione – che va “dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi alle Piramidi” ovvero dal parcheggiatore sotto casa fino alle più alte cariche istituzionali e governative – e la libertà di informazione.
Tutti i quotidiani nazionali – unica eccezione “il Fatto Quotidiano” -, le riviste, le televisioni e le radio private, sono finanziate dal povero contribuente via la sua classe politica. Alcuni dati del 2008 e riferiti a bilanci presentati per il 2007 e probabilmente noti: “Il Campanile nuovo”, il giornale di Mastella, ha ricevuto 1.150.919 euro; “La Padania’, 4.028.363 euro; il “Secolo d’Italia” di Fini 2.959.948 euro; “Undicidue” dei Verdi, 2.510.957 euro; “Liberazione”, il giornale del Prc, 3.947.756 euro (fonte: http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html). Alcuni di questi giornali sono letti da un tale esiguo numero di lettori che gli stessi non riuscirebbero neanche a ripagare il costo dell’inchiostro usato per stamparli.
Neanche la raccolta di mezzo milione di firme, per indire un apposito referendum, arresterebbe questa scandalosa e incivile anomalia in un paese democratico liberale occidentale. È, infatti, parte della storia nazionale la fine del referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici.
10 settembre 2010 alle 12:29
molto istruttivo, maurizio.
10 settembre 2010 alle 14:00
@ Gery: la mia cantina è a vostra completa disposizione. Fissate il giorno, il luogo e l’ora e sarà… quel che sarà.
N.B. Portare seco autista astemio per il rientro a casa.
@ Tanus:Ricordi male ahimè. Aquila della Notte ha sempre combattuto gli spacciatori di torcibudella. Kit ed io beviamo solo birra sfresca sopra “una bistecca alta due dita e sommersa da una montagna di patatine fritte”.
@ Contessa: Si fidi, si fidi e a tutti e tre prometto,a fine cena, una preziosissima bottiglia di Moscato Rosa dell’Alto Adige Graf Kuenburg del grande Schloss Sallegg.
A questo punto, credetemi, il paradiso può aspettare.
10 settembre 2010 alle 14:29
Vero Aquila… ricordo bene adesso.
Nel frattempo anch’io mi segno i nomi che ci stai elargendo.
Un saluto al vecchio Carson.
PS non mancava neanche un bel caffè nero e bollente, mi pare di ricordare.
10 settembre 2010 alle 15:14
Gery, mi riferivo al primo commento, quello di fm.
Non avevo capito il ragionamento fino al cartellone di piazza politeama. Vabbè, fa lo stesso.
Cari saluti.
10 settembre 2010 alle 18:41
grandissima. e al peggio non c’è mai fine