Il quarto vizio capitale
L’attimino fuggente
di Giacomo Cacciatore
Su “Vanity Fair” Elisabetta Canalis parla finalmente (finalmente?) del suo rapporto con George Clooney. E ne approfitta anche per rispondere alle critiche sul suo esordio da attrice negli Stati Uniti – in un telefilm intitolato “Leverage” – sollevate da un blog americano e prontamente riprese dai giornali italiani. Proprio ai connazionali la bella sarda si rivolge, tacciandoli di inveterata (indovinate che?) invidia.
Non che mi aspettassi originalità, ma qualche riferimento in più a campagne d’odio che sfigurano il tenue azzurro-cielo dell’amore, quello sì. Non disperiamo. Ci siamo quasi. Prima o poi anche Elisabetta saprà mettersi al passo con i tempi.



5 agosto 2010 alle 08:45
Si, va bene l’invidia, va bene la Canalis, e anche Cloney, ma soprattutto perché leggi Vanity Fair?
5 agosto 2010 alle 09:14
Carissimo conigliozzo, la notizia l’ho ripresa dal corriere. E poi non è che me ne vado in giro con le operette morali sottobraccio e un panama bianco. Leggo anche cose più frivole di V.F. , e tutte le volte che ne becco qualcuna in qualche sala d’attesa. Per inciso: V.F. è una rivista scritta molto bene!
5 agosto 2010 alle 12:30
E NO, mi spiace, ma stavolta la velina l’ha azzeccata. davvero pensi che una che s’ingrizza con george clooney non sia una delle femmine più invidiate d’italia e del mondo?
5 agosto 2010 alle 12:39
Ma io considero anche l’esistenza di una nutrita fetta di italiane che pensano ad altro. Tipo trovare un lavoro. O tenerselo…
5 agosto 2010 alle 12:54
Metterei nel conto delle non invidiose anche quelle a cui George Clooney non piace. Ce ne saranno. O quelle che hanno un fidanzato anche più appetibile di lui. Ce ne saranno anche di quelle.
5 agosto 2010 alle 13:17
Superato un primo momento in cui, lo ammetto, ho provato nei confronti della Canalis una certa antipatia, adesso sinceramente mi sono anche un po’ affezionata. E poi, mi piace il suo stile. Anche sul red carpet non è mai eccessiva, sobrietà e buon gusto sono la sua cifra.
p.s. Vanity Fair lo leggo ogni settimana. Lo trovo un buon esempio di magazine, ci si trova di tutto. E le interviste non sono mai banali.
5 agosto 2010 alle 19:10
sì, ci sono quelle di cui al commento cacciatorino e quelle di cui al commento abbattiamo, ma le rimanenti sempre tante sono. tantissime. fidatevi
6 agosto 2010 alle 11:17
@contessa: Sì. Da tempo però mi chiedo: ma che lavoro fa la Canalis? Fidanzata di George Clooney? La consumatrice di red carpet? Perché mai, oltre che per queste due ipotesi – già bastanti nella nostra magic Italy, per carità – dovrebbe essere invidiata? E questo magro carniere la giustifica nel dare dell’invidioso a tutti gli italiani/italiane? E, soprattutto: nel momento in cui la intervisteranno a viva voce, avrà la Canalis già subito l’effetto Bellucci (che dice salamè invece di salame, sciampò invece di sciampo?). Dirà la Canalis: midiaset invece di mediaset? Stricia la notisia invece di striscia la notizia? Lako di comou invece di lago di Como? Ecco le cose che non mi fanno dormire la notte, signori…
6 agosto 2010 alle 11:18
In definitiva: avrà la Canalis imparato il maccheron-american-italian ancor prima di aver imparato l’italiano?
6 agosto 2010 alle 18:03
Caro Cacciatorino, eccole un altro pensiero per le sue notti insonni:
Domanda: “Continua a girare tre film all’anno, ma ancora c’è chi dice che non sappia recitare…”
Risposta: “Forse quando hai molto si creano molte invidie attorno a te: ci devi convivere. Fa parte del gioco: ho avuto tantissimo, forse anche troppo”.
Monica Bellucci, Corriere.it
6 agosto 2010 alle 18:52
Ecco, l’ha detto: “anche troppo”. Senza forse.
23 agosto 2010 alle 14:34
NON VEDO COSA C’è DI MALE E COSA CI SIA DA CRITICARE, BERLUSCON è UN GRANDE UOMO ED UN GRANDE LIDER E MERITA QUESTO ED ANCHE DI PIù, SE LE PERSONE SONO MISEREVOLI DEVONO INGINOCCHIARSI ALTRIMENTI FACCIANO DA LORO SE NE SON CAPACI
23 agosto 2010 alle 16:26
Cara genny, non capisco se il suo intervento sia ironico (e lo spero) o serio e convinto, nel qual caso le suggerirei, prima di intervenire con questi toni, di qualificarsi con un nick ed un URL che corrispondano al vero… Risulterebbe se non altro più corretto nei confronti di chi espone le proprie idee non nascondendosi dietro finti (come i capelli di testa d’asfalto mister b.) nomignoli.
P.S.: la netiquette suggerirebbe di non scrivere in maiuscolo, a meno che non s’intenda urlare… e non è il suo caso, giusto?
23 agosto 2010 alle 16:37
ahahahahahaahaha……..
Ma che c’entra il “grande uomo e grande lider (sic)” Berlusconi con questo post?
L’unico aggancio tra lui e la Canalis che riesco a immaginare è il “miserevole inginocchiamento”.
La signora Genny ci ha forse voluto regalare uno scoop?
24 agosto 2010 alle 17:33
Paolo, lider si nasce non si diventa e la nostra Genny la nacque modestamente.
24 agosto 2010 alle 17:51
Verissimo Silvia! eppoi genny è effettivamente un bel nome da grande uomo e grande lider, sissi. :-))