Questo post è stato pubblicato mercoledì 21 luglio 2010 alle 10:19
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Sì, caro Gery. Dopo una giornata di matti e disperatissimi studio e lettura, ho bisogno di lasciarmi andare. C’è chi va al grande fratello. Io vengo qui.
Se prendete queste due e le mettete in un villaggio della Papua – Nuova Guinea non noterete alcuna differenza. Due aborigene che parlano una lingua morta. L’unica differenza è il cellulare infilato nell’elastico del bikini. Scommetto che ce l’hanno. Insieme alle unghie con la “french”, ovviamente.
[...] era tristemente prevedibile, Debora e Romina, meglio note come le coatte di Ostia, sono diventate un fenomeno dell’estate. Se non fosse imbarazzante da pronunciare, la parola che [...]
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Breve bio
Giornalista, ghostwriter e consulente per un grande gruppo editoriale italiano. Ogni tanto scrive un libro. Contatti: gerypal@gmail.com
Ultimi commenti
anto: a volte viene il sospetto che questo governo, che ribadisce spesso di essere tecnico, strano, e soprattutto...
giusicilia: difficile perdere la protervia tipica dei baroni
Massimo: Piccolo esempio, e quando questo sarà NORMALE in Italia, allora forse l’Italia sarà cambiata…...
Massimo: Vero, comprendo e capisco. Però, e spero non essere preso per il solito Italiano che vive all’estero e...
21 luglio 2010 alle 11:08
Allucinante!
La traduzione è divertentissima.
21 luglio 2010 alle 12:41
Ma Pasolini non era morto? Che è? Un inedito postumo?
21 luglio 2010 alle 15:45
noo, pure questa, noooo…
21 luglio 2010 alle 17:18
‘mmazza, la finezza sur cortile, sembra!
21 luglio 2010 alle 19:01
Ma Christian De Sica quando sbuca?
21 luglio 2010 alle 19:02
Di certo non c’è Belen!
21 luglio 2010 alle 19:03
Mi correggo. Si attende Tomas Milian, da un momento all’ARTRO.
21 luglio 2010 alle 19:06
@gery: in compenso ci sono le cugine Belìn.
21 luglio 2010 alle 19:07
AHAHAHA! Ravviso un principio di scatenamento…
21 luglio 2010 alle 19:15
Sì, caro Gery. Dopo una giornata di matti e disperatissimi studio e lettura, ho bisogno di lasciarmi andare. C’è chi va al grande fratello. Io vengo qui.
21 luglio 2010 alle 21:28
il “…poi se semo prese a bira” è notevole.
21 luglio 2010 alle 21:41
Teribbile…
21 luglio 2010 alle 21:43
a cacciatori’, mo tte sei ammosciato? vatte a prenne na bira pure te!
21 luglio 2010 alle 22:51
@Massimo:
ar Cacciatorì al momento a bira gliè rimbàrza!
22 luglio 2010 alle 11:51
Se prendete queste due e le mettete in un villaggio della Papua – Nuova Guinea non noterete alcuna differenza. Due aborigene che parlano una lingua morta. L’unica differenza è il cellulare infilato nell’elastico del bikini. Scommetto che ce l’hanno. Insieme alle unghie con la “french”, ovviamente.
22 luglio 2010 alle 11:56
er calippo… ‘a capoccia… a-mmare uno se deve divertì, se deve…
E sticazzi.
16 agosto 2010 alle 00:07
[...] era tristemente prevedibile, Debora e Romina, meglio note come le coatte di Ostia, sono diventate un fenomeno dell’estate. Se non fosse imbarazzante da pronunciare, la parola che [...]