Notizie a sentimento

Foto di Paolo Beccari

Rientro da una settimana di vacanza al mare e ho qualche spunto da sottoporvi: ne parleremo nei prossimi giorni.
Intanto, leggiucchiando senza troppo impegno giornali e siti web, mi ha colpito questa lettera aperta di Fabio Lannino nella quale si fotografa una situazione che a prima vista sembrerebbe banale.
Si chiede Lannino: perché un giornale decide di non dare notizia di un evento importante per la città? Basta l’avversione che quel giornale ha per la persona che sta dietro l’evento per privare i cittadini di un’informazione?
Tanto per essere chiari, il giornale in questione è il Giornale di Sicilia, gli eventi dei quali si è taciuto sono lo spettacolo di Marco Travaglio e il concerto di Mario Venuti (ma sono solo due esempi recenti), la persona che non è gradita al quotidiano è Francesco Foresta col suo gruppo editoriale, lo scenario di questi eventi è villa Filippina (gestita da Foresta con la direzione artistica di Lannino).
Qui non c’è da giudicare l’opportunità giornalistica di dedicare più o meno spazio a uno spettacolo, ma di prendere atto che un quotidiano decide deliberatamente di non dare un’informazione ai suoi lettori.
Se io compro il Giornale di Sicilia, pretendo di essere informato su quel che accade in città: e non me ne frega niente se al suo condirettore fa simpatia quel tale e antipatia quell’altro. Io non pago per le sensazioni e i sentimenti di Giovanni Pepi (il condirettore di cui sopra), pago per l’obiettività di un foglio di carta che deve dirmi quel che è accaduto e quel che accade nelle mie lande.
Travaglio e Venuti sono cronaca, come lo è qualunque altro evento che può colorare le notti vuote di una città in agonia.
Un giornale è un prodotto, come una scamorza: ha un prezzo, un valore, deve offrire garanzie. Se vi rifilano un formaggio che fa male il suo lavoro di formaggio voi protestate col salumiere.
Per questo la lettera di Lannino è importante. Perché ci dice che in certe aziende editoriali il rispetto per il lettore è un argomento sconosciuto.
Insomma, io che compro quel giornale voglio sapere perché non mi è stato detto che c’erano Travaglio e Venuti in città. Perché mi è stata rifilata una scamorza ammuffita.
Tutto qui.

P.S.
La foto di Paolo Beccari c’entra solo con la prima riga del post. Ma anche di questo parleremo con calma.

  

8 Comments

  1. fm
    Lug 19, 2010 @ 02:26:28

    Paolo, sono anni che il GdS si comporta in questo modo e per tale motivo sono anni che non compro il GdS. Strano che te ne sia accorto ora. Quello ha smesso di essere un giornale da moltissimo tempo. Passi per le notizie politiche intese e scritte in ossequio al carrozzone di appartenenza ma ormai anche per i necrologi si comincia a fare qualche differenza

  2. fm
    Lug 19, 2010 @ 02:29:32

    in base alle simpatie.
    scusate ma non so perché questa ultima riga era saltata! Forse non è abbastanza simpatica!

  3. Tex Willer
    Lug 19, 2010 @ 08:37:58

    E allora il Tg1 dell’era Minzolini? Sorge spontanea una domanda: è Pepi che imita Minzolini o il Tg1 che cerca di fare peggio del GdS? O entrambi cercano disperatamente di fottere il mitico Fede?

  4. giusi
    Lug 19, 2010 @ 11:36:53

    Fiera di averla lasciata questa città e questo giornale.

  5. giorgio*
    Lug 19, 2010 @ 13:37:00

    Girerei il post a quel consigliere comunale dell’opposizone che, qualche giorno fa a “ditelo ad rgs”, a seguito della vicenda cammarata/intercettazioni telefoniche/gds/psicopatico, ha espresso solidarietà al giornale presentandolo come uno strenuo baluardo della libertà e democraticità cittadine!

  6. fabio lannino
    Lug 19, 2010 @ 15:31:28

    Caro Gery

    arguto e preciso come sempre il tuo commento. A naso ti dico che difficilmente sul google map del gds apparirà Villa Filippina. Anche quando, come sabato scorso, ospitiamo con immenso piacere personaggi che con lo “spettacolo” nulla hanno a che fare. Al contrario, sabato scorso ,insieme ai sostituti Ingroia e Teresi e a Rita Borsellino e l’europarlamentare Shultz, un folto gruppo di persone (circa 400) ha assistito ad un incontro che , a detta degli stessi protagonisti, aveva poco di commemorativo. Spunti e riflessioni , in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, estremamente interessanti.Puro ossigeno per chi ancora prova a resistere e non scappa.
    Ovviamente la strategia del foglio di via lincoln è rimasta immutata.
    Ti rubo la chiusura. Tutto qui.

  7. Tiziana Caccamo
    Lug 19, 2010 @ 18:23:54

    Che tristezza e che squallore…complimenti per il blog…ci siamo conosciuti l’altra sera in Villa per “Musica da leggere”…

  8. L’onestà del giornale | Gery Palazzotto
    Apr 13, 2015 @ 10:42:03

    […] per sporcarsi le mani con la realtà. Sono i promulgatori di quelle che un tempo definii notizie a sentimento: che piacciono quindi vanno date (a differenza delle altre che invece vanno sepolte vive). Per […]

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