Ma Daverio?

L’attimino fuggente
di Giacomo Cacciatore

Ho letto ieri su Repubblica Palermo che Philippe Daverio – consulente artistico ed esotico della giunta Cammarata – messo alle strette in merito al pasticcio dei tagli al festino di Santa Rosalia si è levato qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dei palermitani. Non ho difficoltà a ribadire che il personaggio non mi sta simpatico. Tanto più mi stupisco di dovergli dare ragione su alcuni punti del suo sfogo pubblico.
Daverio, per esempio, afferma che “c’è una città parassitaria che pensa che l´assistenza sia un obbligo”.
Vero.
Aggiunge: “La maggior parte dei palermitani è simpaticissima, ma poi c’è una parte della città, rappresentata soprattutto da certi politici, fatta di parassiti. Infine c´è una grande assente, la società civile. Qui c’è solo il popolo”.
Vero.
Poi, in un faccia a faccia con un gruppo di lavoratori della Gesip che prospettava di non far muovere né carro né Santa in occasione del festino: “Se volete protestare saliteci sopra e distruggetelo, ma tanto non avete le palle”.
Più che vero. Da noi can che abbaia non morde. Specialmente se, alla fin fine, deve leccare la mano benevola del padrone.
Conclusione: Ma davvero sono un daveriano? Possibile, se non fosse per qualche punto che mi va di aggiungere a margine della ramanzina del farfallinato francese. Si tratta di semplici congetture.
Primo: a molti – forse ai più – sfuggono le ragioni della nomina di Daverio a consulente del comune di Palermo.
Secondo: a molti – forse ai più – sfuggono i risultati del lavoro di Daverio in veste di consulente.
Terzo: molti – forse i più – staranno magari pensando che quando si parla di parassiti che succhiano soldi della collettività senza ripagarla con un vantaggio, un bene o un servizio tangibile, la nazionalità e la cittadinanza poco importano. Cambia solo il modo di pronunciare la “erre”, ma la categoria zoologica è sempre quella.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

24 commenti su “Ma Daverio?”

  1. ero abbonata alla rivista ARTEDOSSIER dal 1986 quando il direttore era Maurizio Calvesi, da un anno circa il direttore è Daverio: ho interrotto il mio abbonamento.

  2. “Cambia solo il modo di pronunciare la “erre”, ma la categoria zoologica è sempre quella” . Che grande verità.

  3. E’ stato comunque poco originale credo, ripetendo più o meno quanto dichiarato da Toscani mesi fa per Salemi e la Sicilia in genere…

  4. Una cosa però l’ho capita: Cammarata evita di mischiarsi alla folla, diciamo pure al “popolino”, perchè sa che non la passerebbe liscia. Forse rischierebbe anche il linciaggio.
    Non ha invece nessun problema ad andare in giro per locali, quelli giusti, a sbevazzare perchè sa che può contare sulla “Palermo da bere”.
    E sì, Palermo è daverio la città più cool d’Italia!

  5. E comunque è troppo facile prendersela con gli inermi incravattati. La migliore rivincita, non dimentichiamolo, è quella delle urne elettorali. E finora lì abbiamo perso.

  6. Primo: a molti – forse ai più – sfuggono le ragioni della nomina di Daverio a consulente del comune di Palermo.
    QUALI SONO?
    Secondo: a molti – forse ai più – sfuggono i risultati del lavoro di Daverio in veste di consulente.
    QUALI SONO?
    insomma parlatene no…se no arrivo in fondo a sto articolo e devo dire che è una sterile protesta…
    scusa sai ma sono di Verona e non conosco cosa succede nella vostra città
    Ciao
    Paolo

  7. @Paolo: vedi, in realtà io che ho scritto l’articolo sono il primo a non saper rispondere a queste domande. E l’articolo nasce proprio da questo. Ho serie difficoltà a dire, a menadito, per quali obiettivi (da raggiungere e raggiunti) è stato (o sarà) pagato questo consulente del comune. A Palermo succede anche questo: si paga senza sapere il perché, e a domanda si risponde (malamente) che ci si deve fidare, che non si è mai contenti. Su che basi? Sulla base del fascino di un farfallino, di un titolo, di un curriculum para-televisivo (per non dire para-altro) e di una parlata esotica (noi palermitani, davanti all’estraneo, aggrediamo o ci prostriamo, non c’è via di mezzo).
    Ma se proprio bisogna scendere nei dettagli, all’attivo di Daverio, personalmente e con riserva di aggiunte e correzioni, registro la ricerca di un sosia di Garibaldi per una serie di manifestazioni dedicate all’eroe dei due mondi, il “design” di una sfilata di santa Rosalia con le rose di plastica (così mi informano or ora) e le frasi “cicciona di merda” e “disoccupato di merda” rivolte rispettivamente a una senza tetto palermitana e a un precario, e questo in una pubblica via. Ah, dimenticavo: l’atto di eroismo (o di ingenuità) di prendersi parolacce e sputi al posto di Cammarata, che ne frattempo disertava la piazza e se ne stava bel bello in località ben distante da Palermo.
    Spero di aver sterilizzato la sterilità della protesta. Si aspettano altre notizie di Daverio. Sono sicuro di aver omesso molto, ma niente – credo- che giustifichi il suo comportamento e la sua presenza pagata qui.

  8. @gery: per la verità, maestro, Daverio non mi è sembrato poi così inerme. E nemmeno troppo incravattato. Vogliamo dire che è entrato perfettamente nello spirito palermitano? Arrogante, superbo e aggressivo con degli inermi?

  9. E comunque, tanto per non nascondersi dietro un dito, ho scritto di essere d’accordo con l’idea che Daverio si è fatta dei palermitani. C’è di sicuro un fondo di verità in certe affermazioni. Solo che io, prima di dare del parassita a un parassita, mi farei fare una radiografia per vedere quanto di parassita si annida in me. Daverio questa radiografia non se l’è fatta. Forse pensa anche lui che tutto gli sia dovuto?

  10. Però quanta classe nel dire a una donna di prenderla a calci. Peccato che la donna non se lo è fracchiato!

  11. Beh, diciamo che nell’indubbia caduta di stile ha perlomeno alle spalle un curriculum di tutto rispetto a separarlo dalla fin troppo folta legione di incapaci al potere. Penso sia questione di gusti, ma Passepartout rimane una delle pochissime – forse l’unica – trasmissione di vera cultura, raccontata con spirito divulgativo e non da parruccone, della televisione italiana. Detto questo, l’hanno spinto e ha sbroccato, invece di abbozzare e passare più avanti.

  12. @Gery: Capisco, maestro. Liberissimo di ritenersi fondamentale. Ma da un’altra parte e non pagato anche da me.
    @Federico: ricordo la trasmissione. E sono d’accordo con te. Ma si vede che a Palermo devono averci mandato un sosia di Daverio. Qui di cultura e divulgazione non ho visto una virgola. Solo insulti, borborigmi e frasi infelici di un mezzo avvinazzato (l’impressione era quella). Chissà, magari è Palermo a fare questo effetto a chi non è abituato… Comunque, basterebbe dire che, per quanto mi riguarda, chi si rivolge a una donna in quel modo (indipendentemente dalle ragioni e dai modi e dalla “struttura” della donna), non merita rispetto, se non quello che si riserva agli inermi. Di mente.

  13. Però vorrei dire: ma possibile che questa città, con tutti i guai che si ritrova, si debba pure sopportare un tizio che le sputacchia addosso? A tal punto arriva la nostra rassegnazione e la scarsa stima che abbiamo di noi stessi? E i politici? Ce n’è stato uno che uno che abbia difeso una persona disagiata per il modo in cui è stata trattata da chi dovrebbe avere più tatto, cultura e responsabilità? Almeno una scusa, un mea culpa anche formale? Questo io lo chiamo incidente diplomatico (dovuto a scarsa diplomazia). Altrove, un sindaco… Vabbe’, lasciamo perdere… Mi mette tristezza, questa storia. Vedo una rapida scivolata della città verso il masochismo.

  14. cacciatorino : perché la città è stata non masochista? forse un giorno o due, anche tre se si contano i vespri, ma quella è altra storia.

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