Questi radical chic
di Verbena
Non confondeteli con gli snob. Sono un’altra cosa. I radical chic hanno le loro regole e si guardano bene dal confessarselo a vicenda. Hanno la loro cucina, la loro musica, i loro tic. I loro accenti tonici e acuti, il loro sesso e la loro castità. Pure i loro vizietti hanno, i radical chic. Mi dicono che io sia una di loro. Ma non ne sono poi così convinta.
I radical chic…
Il logo della Apple, anche incollato sulla Moleskine.
Sofri padre, Sofri figlio, Gassman nipote.
La bella scrittura, la sana frittura, la tv iattura.
Mai provato il miele di acacia sul pecorino di fossa?
Fazio, Littizzetto, il Comunicattivo.
No alle griffe, si al vintage (di lusso).
Il pilates e il tantra (lo yogi si è formato in India).
Truffaut, Corto Maltese, gli Abba.
No al fondotinta satinato, si al kajal verdeblu.
Mai provato lo spezzatino di seitan?
Hemingway, Murakami, i poeti francesi.
Il cavatappi Alessi e la macchina del pane.
L’erba buona, il vino buono, il sesso buono.
Scalfari, Mina, Guzzanti (Sabina).
Cuoio, seta, cachemire.
Sushi, sashimi e tofu.
I senza dio, la frutta bio.



5 luglio 2010 alle 08:21
Decisamente no, non sono una radical chic.
Ma per esserne certa ora getto via il cavatappi di Alessi e faccio sparire la macchina del pane di mio marito.
5 luglio 2010 alle 08:52
Mi vinni u scantu ma chi sugnu chiu assai radiacal o macari shichi?
a mia u mieli mi piaci, macari la litizzetto e la frurra a kilometro zeru, certu ca un cavaturaccioli Alessi non ci pinsai mai a ccattarlu!
hahaha la bella scrittura? non pervenuta!
5 luglio 2010 alle 09:05
E’ tutto molto vero.
5 luglio 2010 alle 09:07
Tranne la Littizzetto, il sushi e la bella scrittura (ma quella che io trovo bella, e non per forza quella dei libri che Fabio Fazio spaccia in tv), tutto il resto mi fa rabbrividire. Lo stereotipo dello stereotipo.
Bravissima Verbena.
5 luglio 2010 alle 10:32
Figuratevi, a me non piace Corto Maltese.
5 luglio 2010 alle 11:24
http://nymag.com/news/features/46170/
5 luglio 2010 alle 11:27
ho dimenticato:
Radical Chic, after all, is only radical in Style; in its heart it is part of Society and its traditions.
Tom Wolfe
5 luglio 2010 alle 12:00
Segnalo una sotto categoria:
Quelle che in canottiera, perché c’è caldo, hanno al collo una pashima portata a mo di kefiah. Fa tanto rivoluzionaria in saldo !
5 luglio 2010 alle 12:25
Resiste anche il pantalone color pastello col fondo-chiappe leggermente sdrucito e annerito da sbarazzine sedute su muretti e marciapiedi (a discutere di Orhan Pamuk).
Ah, e la bicicletta con cestino di vimini. Contenente Repubblica, Manifesto e confezione di mais o germogli di soya al naturale.
5 luglio 2010 alle 12:27
E la canna di fumo in gruppo a 55 anni, dove la mettiamo? E Caetano Veloso, Chico Buarque, Vinicio Capossela, Morandi canta Mina e Mina canta Morandi in sottofondo, dove li mettiamo? E tutti i concerti di Massimo Ranieri al Golden, dove li mettiamo?
5 luglio 2010 alle 12:28
E l’arena con retrospettiva il 15 di agosto?
5 luglio 2010 alle 12:29
Ah, le crocks verdi o arancioni…
5 luglio 2010 alle 12:30
E il deleterio Paulo Coelho.
5 luglio 2010 alle 12:32
E Khalil Gibran, che per taluni pare non esista nessuno in grado di competere con lui. Che palle!
5 luglio 2010 alle 12:32
Il tai-chi. La gita alle acque calde. Il campeggio a Marzamemi.
5 luglio 2010 alle 12:34
La stuoia di cannette in spiaggia. Più ecological del telo da mare.
5 luglio 2010 alle 12:35
“Promemoria” di Travaglio. Dove io andrò, confesso.
5 luglio 2010 alle 12:35
… e i bookcrossing, i reading in casa, e l’anno sabbatico, e l’oroscopo di Rob Brezny, e le malattie immaginarie, e le corna rivestite dal diritto di riprendersi se stessi, e l’Acqua di Parma, e l’assenza da Facebook, e le feste “dei miei amici gay”……
Cacciatorino, un libro ci potevo fare…
5 luglio 2010 alle 12:36
L’ombrello di stoffa per passeggiare in città sotto il sole.
5 luglio 2010 alle 12:39
@verbena: bravissima! Scrivilo!
5 luglio 2010 alle 12:41
Le buste di carta per la spesa (per carità, sacrosante).
5 luglio 2010 alle 12:42
Sandali Birkenstock.
5 luglio 2010 alle 12:48
Il portatile antidiluviano con la batteria stracotta che ormai dura 10 minuti (per fare vedere che l’affetto conta più dell’innovazione).
5 luglio 2010 alle 12:59
La cavigliera.
la collana di legno comprata al banchetto di Marina Suma a Salina.
5 luglio 2010 alle 13:07
Piedi nudi a Panarea.
5 luglio 2010 alle 13:08
La cioccolata di Modica (che non sa di nulla, ma fa tanto chic e recupero delle tradizioni).
5 luglio 2010 alle 13:12
In spiaggia, il panino con la frittata o con pomodoro e mozzarella ai bambini invece delle merendine industriali.
5 luglio 2010 alle 13:13
La cremolosa ai pinoli o pistacchi di Bronte (pardon, contessa) ma non consumata in loco. Impacchettata e mangiata a casa.
Il doggy-bag, o cartoccio di quel che rimane, al ristorante cinese o indiano.
Piovani (anche se le musiche sono tutte uguali) Goran Bregovic (anche se le musiche sono tutte uguali) Takeshi Kitano (anche se è il regista di sparatorie più noioso della storia del cinema).
5 luglio 2010 alle 13:16
“Priscilla la regina del deserto”, “Mamma mia!”, “Notre dame de Paris” di Cocciante, Lella Costa…
5 luglio 2010 alle 13:19
Daniele Luttazzi (che non fa ridere, ma si DEVE ridere, che non è trasgressivo però E’ trasgressivo).
5 luglio 2010 alle 13:19
Luca Argentero.
5 luglio 2010 alle 13:20
Comprare i libri del ragazzo africano davanti alla Feltrinelli.
5 luglio 2010 alle 13:21
Chiacchierare con la ragazza zingara che chiede l’elemosina.
5 luglio 2010 alle 13:25
L’omeopata, il posturologo, farsi fare i tarocchi, il quadro astrale, farsi dire le vite precedenti.
5 luglio 2010 alle 13:43
…e i prendisole di lino bianco (o beige, o grey), e il Rescue remedy dei fiori di Bach in borsa, e le spille anni 30/40 della Trifari, e Jodorowski, e l’ antizanzara naturale 100%…
5 luglio 2010 alle 14:36
e gli occhiali Oakley…
i ristoranti con le compilation di Claude Challe…
ricevere gli ospiti in costume da bagno e pareo nella villetta sul mare…
invitare alla festa dei 40 anni quella coppia di lontani conoscenti gay
5 luglio 2010 alle 14:40
e le melanzane arrostite con la ciocciolata?
5 luglio 2010 alle 15:17
E la cioccolata arrostita con le melenzane crude?
5 luglio 2010 alle 15:18
L’ultimo Strega in spiaggia.
Il libro non il liquore.
5 luglio 2010 alle 15:20
Farsi la cotognata in casa.
5 luglio 2010 alle 15:26
Il decaffeinato, lungo, macchiato e con zucchero di canna.
Naturalmente bicchiere d’acqua prima, per preparare il pancino, e dopo, per pulire il pancino. Ma da cosa?
5 luglio 2010 alle 15:26
Le gallette di riso soffiato.
Dall’aspetto e dal sapore di polistirolo.
5 luglio 2010 alle 15:27
La bici con pedalata assistita.
5 luglio 2010 alle 15:28
va bene tutto…ma salvo Capossela…
perdonatemi…
5 luglio 2010 alle 15:29
Farsi lo yogurt in casa.
5 luglio 2010 alle 15:29
Paco de Lucia
5 luglio 2010 alle 15:33
Pranzare in spiaggia con la macedonia comprata al chioschetto, possibilmente in una riserva naturale.
5 luglio 2010 alle 15:33
Rinfrescarsi il viso in spiaggia con l’acqua Evian.
Perchè io può.
5 luglio 2010 alle 15:48
Il Vespone.
Le borse di nylon Chapelier.
I sandali Maliparmi.
5 luglio 2010 alle 16:02
La vespa 50 montata primavera, campana alleggerita, carburatore Dell’Orto, marmitta Proma.
Non c’entra niente, ma mi piaceva scriverlo.
5 luglio 2010 alle 16:28
non pensavo che fosse una lista di che cosa è o non fosse il Radical Chic; mi state mettendo in serie difficoltà perchè dell’Italia so poco ma della Francia, pure,……….ora mi documento!
una posso già scriverla: Sac cabas pailleté Vanessa Bruno, un must per le francesi radical chic!
5 luglio 2010 alle 16:29
pardon, di che cosa fosse o non fosse
5 luglio 2010 alle 16:42
Mara, la lista vuole essere un insieme di tic radical chic. E dunque cio che “fa” radical hic….
5 luglio 2010 alle 16:43
scusa Tanus, ma la macedonia in spiaggia non la vedo molto radical chic… che c’azzecca?
5 luglio 2010 alle 16:45
la Paris Dakar e gli eventi di maggio: Cannes, rally di Montecarlo e Roland Garros non sono certa che questo sia l’ordine giusto.
5 luglio 2010 alle 16:47
Contessa, tutti i pezzi Maliparmi sono moolto radical chic, così come Marni, Costume national,
Yohji Yamamoto, e pure Malo per i più facoltosi
5 luglio 2010 alle 16:50
@Tanus: sullo yogurt e le gallette invece sono d’accordo!
5 luglio 2010 alle 17:11
Ridiventare carnivori dopo aver fracassato i granelli per anni a tutte le cene con le esigenze da vegani inflessibili.
5 luglio 2010 alle 17:13
@Verbena:
quella che dicevo io si acquistava dopo una scarpinata di un Km a piedi in seno alla riserva di Capo Gallo, lato Barcarello. Forse oggi non esiste più… ma io la ricordo così.
E poi… non sapevo che scrivere.
5 luglio 2010 alle 17:14
Esclamare: che buuuoona! appena si sente nominare la ‘nduja e altre pietanze pepatissime del profondo sud rurale proibitive per le papille dei comuni mortali (soprattutto cittadini e radical chic).
5 luglio 2010 alle 17:15
si sente=si sentono
5 luglio 2010 alle 17:16
Esclamare: “divino!” a ogni pie’ sospinto.
5 luglio 2010 alle 17:19
Le borse Freitag.
5 luglio 2010 alle 17:20
Il “multisala” Aurora.
5 luglio 2010 alle 17:22
Ute Lemper al teatro di Verdura.
Nino D’Angelo sdoganato dopo “Tano da morire” (anche se questo è scaduto da qualche anno).
5 luglio 2010 alle 17:30
Aver conosciuto (ed essere grande amico di e ancora in contatto con) intellettuali e artisti passati da Palermo: Grotowsky, Nick Cave, Wim Wenders, Goffredo Fofi…
5 luglio 2010 alle 17:30
…anche se Grotowsky è morto!
5 luglio 2010 alle 17:32
Essere amici di pittori/pittrici tedeschi o inglesi che vivono alla Vucciria. Essere amici del chitarrista Ralph Towner.
5 luglio 2010 alle 17:34
Mi accorgo che mi sto implacabilmente buttando sul radical-chic nostrano…
5 luglio 2010 alle 17:35
Essere amici/aver speso i milioni da Alba di Elleppì (ormai estinto).
5 luglio 2010 alle 17:37
Abitare alla Kalsa.
5 luglio 2010 alle 17:38
anch’io andavo sempre da Alba, non ditemi che ELLEPI non esiste più!!!!!!
5 luglio 2010 alle 17:39
Andare da uno dei due Ilardo e sbafarsi il pezzo duro cannella-scorzonera (io!) anche se più che un gelato è un pezzo di sapone marsiglia messo per sbaglio nel freezer.
5 luglio 2010 alle 17:39
@mara: sì. Finì.
5 luglio 2010 alle 17:41
Far suonare Mandreucci alle feste (mi perdoni mio cognato!).
5 luglio 2010 alle 17:42
Fare il giro dei canat con gli stivaloni e il casco con la lampadina.
5 luglio 2010 alle 17:44
“Memorie di Adriano” della Duras.
5 luglio 2010 alle 17:44
Fermatemi.
5 luglio 2010 alle 17:46
Chiedo PERDONO: memorie di Adriano della YOURCENAR.
5 luglio 2010 alle 17:53
ah ah ah ah!!!!!Cacciatorino sei un grande!
5 luglio 2010 alle 18:05
oltralpe Canat è il must della Lingerie de luxe, dunque RC.
Mi sto divertendo troppo.
5 luglio 2010 alle 18:13
Quella del sapone di Marsiglia è fantastica, maestro!
5 luglio 2010 alle 18:21
Mia cara Mara, le borse in canvas e paillettes di Vanessa Bruno (con l’accento sulla o) sono approdate anche a Palermo, ma le signore RC ancora non le hanno scoperte. Sono troppo impegnate a farsi mettere in lista per gli introvabili smalti ‘particulier” di Chanel.
5 luglio 2010 alle 18:27
E aggiungo: Malloni e i pantaloni di Grifoni (che belli, però).
5 luglio 2010 alle 18:32
Sebbene anche i jeans di Marithe Francois Girbaud…
Praticamente dovrei svuotare il mio guardaroba!
5 luglio 2010 alle 18:33
Chi fa della casetta a Castelbuono o a Favignana
una casa-vacanza che puoi trovare in circuiti esclusivi.
Chi fa acquisti durante i saldi ma sempre in boutique di alto livello tipo La Rinascente.
Chi ti dice che lui la raccolta differenziata la fa già da diversi anni.
Chi fa la spesa bio e compra i detersivi alla spina.
Così prevedibili….
5 luglio 2010 alle 18:40
Ah, Verbena, sono curiosa: com’ è il sesso dei radical-chic?
5 luglio 2010 alle 18:52
Chiudersi in casa, ovviamente bisogna essere abbronzati, e vedere per ore roba del tipo America’s Cup.
5 luglio 2010 alle 18:53
forse loro lo fanno come tutti gli altri ma non lo dicono, non è chic, pardon non è radical chic.
5 luglio 2010 alle 18:53
Restaurarsi i mobili, ovviamente delle porcherie , comprati al mercatino dell’usato.
Tingersi le pareti di casa di colori improbabili anche per un desueto postribolo.
5 luglio 2010 alle 18:57
E su tutte, quella più fastidiosa è di essere sempre in piena forma senza fare mai uno starnuto. E se nei rari casi, ma rarissimi, prendono un’influenza, il virus verrà da qualche luogo esotico mai sentito. Ovviamente anche il virus sarà abbronzato!
5 luglio 2010 alle 18:58
Avere una R45 o R65 Bmw, una vecchia Guzzi, o una Honda Four .
5 luglio 2010 alle 19:07
Dire che uno scrittore/un regista/un musicista è diventato commerciale già alla seconda opera (anche se la seconda opera è di livello pari o superiore alla prima).
Rivalutare, tanto per essere bastian contrari, uno scrittore/musicista/regista dopo una sequela ventennale di schifezze.
E, sempre per essere bastian contrari, cominciare ogni frase con un no, anche se non si è capito a che cosa si sta ribattendo né quello che ci si appresta a dire. La variante palermitana del no è: “fissarie…”.
Scoprire poeti/scrittori contadini, semianalfabeti o di sperdute province. Anche se scrivono delle ciofeche.
5 luglio 2010 alle 19:14
Mettere in un angolo del salotto una vecchia stufa di ghisa ridipinta di magenta o azzurro.
Riattivare a un costo da sangue di papa un frigorifero degli anni sessanta e, dopo il primo corto circuito condominiale e uno scampato incendio, usarlo come portaoggetti.
Piazzare in cucina vecchie dispense, di quelle con la presa d’aria di plastica a forma di margherita, piene zeppe di tarli e scarafaggi sempreverdi.
Dire che gli ellepi sono meglio dei cd o degli mp3. Comprarne a bizzeffe, senza mai riascoltarli.
5 luglio 2010 alle 19:16
Mi suggeriscono : fare un corso per imparare a fare la maglia e l’uncinetto. Fare decoupage. Andare a comprare al negozio di commercio equo e solidale il caffe .
5 luglio 2010 alle 19:20
Dire che il Bellocchio di “Vincere” (che è bellissimo) non è il vero Bellocchio.
5 luglio 2010 alle 19:20
Dire di non vedere la tv però poi snocciolare analisi sociologiche su Ciao Darwin.
5 luglio 2010 alle 19:22
Affittare il furgone per comprare i mobili all’Ikea di Napoli.
5 luglio 2010 alle 19:23
I film della Archibugi.
5 luglio 2010 alle 19:25
Cacciatorino, in realtà lei oggi sta facendo outing, lo ammetta.
p.s. anche fare outing è radical chic.
5 luglio 2010 alle 19:27
Portare ai compleanni regali da cinque euro ma spiritosissimi: marshmellows dai colori bizzarri, occhiali a forma di fiore, calzini con le dita, libriccini con i consigli per fare amicizia col proprio gatto, souvenir trash.
5 luglio 2010 alle 19:29
e poi Contessa, c’è il radical chic americano, di Etsy.com. Solo per intenditori global
5 luglio 2010 alle 19:29
@contessa: in effetti mi sto rendendo conto che ne so troppo. e che somiglio moltissimo a un f***ttuto radical chic.
P.S. anche dire parolacce da film è radical chic.
5 luglio 2010 alle 19:31
@abbattiamo: Il decalogo di Kieslowski.
5 luglio 2010 alle 19:32
Clint Eastwood regista. Radical-scicchissimo.
5 luglio 2010 alle 19:33
Silvia, il sesso da radical chic è una roba gustosissima. Ma necessiterebbe di un post a parte…
5 luglio 2010 alle 19:34
Ah: Emma Dante. Da noi, poi, non ne parliamo.
5 luglio 2010 alle 19:35
Parlare in dialetto pronunciandolo malissimo e inventando parole inesistenti.
5 luglio 2010 alle 19:37
Verbena, e facciamolo!..Il post.
5 luglio 2010 alle 19:38
Il caffè con dei corpi estranei nella caldaia della moka: cannella, cardamomo, semi d’anice…
5 luglio 2010 alle 19:42
Il the verde, il farro, la bevanda di orzo
5 luglio 2010 alle 19:43
@maestro Gery: il gelato-sapone di Ilardo? Qualche volta ti ci porto. Ma ne devi mangiare uno per intero. Te ne tagliano un pezzo da mezzo chilo. Tanto che gli costa? E’ acqua ghiacciata che pare allungata col Patrichs… ma a me, radical-chicchissimamente, piace. Mi sa tanto di Gattopardo, di Palermo tardo ottocentesca…
5 luglio 2010 alle 19:43
Silvia, e chi lo sa, uno di questi giorni….
5 luglio 2010 alle 19:45
@verbena. Il tè verde è d’obbligo. Come la convinzione che faccia benissimo. Eppure a me produce un certo bruciore di stomaco, accompagnato da un sospetto di nausea…
5 luglio 2010 alle 19:46
Se non è tè verde, è karkadè. Il FASCISTISSIMO karkadè…
5 luglio 2010 alle 19:46
@cacciatorino: hai qualche speranza. I veri radical chic non ammettono di esserlo neanche sotto tortura
5 luglio 2010 alle 19:53
Tutto Heimat e Godard.
Ascoltare la musica contemporanea e dire “stupenda!”
Ah, dimenticavo, non usare il classico marsupio per neonati ma usare una stoffa/lenzuolo imbrancando il bimbo .
I pannolini lavabili!!!
5 luglio 2010 alle 19:56
Non usare deodorante (ingrasciatiiii!)
5 luglio 2010 alle 19:58
E’ vero, i famigerati pannolini di mais.
5 luglio 2010 alle 20:00
L’oki invece dell’aulin.
5 luglio 2010 alle 20:01
Amare il design e visitare le mostre di Fuksas
( a proposito: http://www.youtube.com/watch?v=aI8nd1n5cFI&feature=related)
5 luglio 2010 alle 20:01
Andare a Pantelleria e dire ogni tre parole “dammuso”
5 luglio 2010 alle 20:02
se parlate di America allora mi scateno, in assoluto il posto più RC è Berkeley dove tutti fanno finta di essere dei miserabili ma hanno case spettacolari con vista sulla Bay e conti in banca altrettanto spettacolari, vanno rigorosamente a fare la spesa da Whole Foods Market e da Cheese Board because it is so French! E a cena soltanto da Chez Panisse poi se scoprono un nuovo ristorante italiano che ha le stesse posate che c’erano sulla Raffaello e sulla Michelangelo è finita!
5 luglio 2010 alle 20:02
@cacciatorino: nooo, pure l’OKI, noooo, sono a terra dalle risate! ( e anch’io preferisco l’OKI)
5 luglio 2010 alle 20:03
Non accendere l’aria condizionata.
5 luglio 2010 alle 20:08
Andare a messa solo nelle parrocchie dei “preti in prima linea”.
5 luglio 2010 alle 20:11
scusate che cos’è l’OKI?
5 luglio 2010 alle 20:11
Una libreria palermitana, che non è la Feltrinelli e non è la Mondadori, ma che ha tutto un suo Modus Vivendi
5 luglio 2010 alle 20:13
io di tutto le marche citate sopra l’unica che conosco è l’oki le altre le ho cercate :)
5 luglio 2010 alle 20:14
tutto=tutte
5 luglio 2010 alle 20:19
Verbena, è lampante che lei è radical-chicchissima. Lo è il suo annuire e glissare nella stessa misura sull’argomento sesso con tale leggerezza.
Il radical chic è maestro, infatti, nell’avvicinare e allontanare il prossimo con nonchalance – studiata, pensata e soppesata.
5 luglio 2010 alle 20:19
Contessa, un dubbio: ma secondo lei le borse e i mocassini Tod’s sono radical chic? Io credo di si
5 luglio 2010 alle 20:20
Silvia, se lo dice lei… :)
5 luglio 2010 alle 20:48
Ho in un angolo del mio studio una NAUMANN di nome Erika del ’35,indosso magliette Amnesty (provengono da un commercio equo-solidale),mi piace Clint, lavoro al chiacchierino,mi capita di pagare il gelato alla zingarella, do la mancia- rigorosamente esibendola allo sguardo altrui- a chi mi pulisce il parabrezza o vorrebbe vendermi fazzolettini e accendini,non contratto con la signora delle pulizie- arrotondo fino all’ultimo cent-faccio regali sopra le 5 euros, mi piace il tai chi, ascolto Cocciante e Capossela, sostengo i siti di pensiero NO WAR e PEACE and LOVE e il chitarrista mio vicino di casa, leggo racconti di semianalfabeti, ho una terrazza con vista lago e mi sento molto extra quando apro l’ombrellone rigorosamente bianco-crema con divani bianchi-luce di rigore ( i radical amano riconoscersi..) gustandomi una macedonia con gelato,e ammetto senza torutura alcuna di sentirmi una chic radicale…Che dite sono appena arrivata qui quasi per caso..vado..ok? Mi avete però divertita.
do
5 luglio 2010 alle 20:51
@Mara: l’oki è un antinfiammatorio come l’aulin. Solo che si è sparsa la voce che è meno dannoso di quest’ultimo. Il che può anche essere vero, ma io credo che il R. C. sia attratto soprattutto dal suono: oki. Così orientale, così da monello, frizzantino e dispettoso… Un folletto che accorre benefico al primo dolorino.
Non escludo che dopo Martina e Mattia, qualche pargolo di R. C. potrà anche chiamarsi OKI.
5 luglio 2010 alle 20:55
@Do: si sente? Lei E’ la radical chic fatta persona!
P.S. è più radical chic dare del tu o dare del lei? Una volta era il tu, ma i tempi cambiano… Io uso moltissimo il lei.
5 luglio 2010 alle 21:02
@Do:… e scriviamolo a quattro mani questo nuovo post sul sesso radical chic. Lei mi piace!
5 luglio 2010 alle 21:06
Tutoyer ou vouvoyer? per i R. C. francesi non c’è dubbio alcuno, vouvoyer anche tra marito e meglio………e a letto? Verbena la prego produca questo post al più presto!
5 luglio 2010 alle 21:06
meglio = moglie, scusate!
5 luglio 2010 alle 21:22
@cacciatorino : oltre Mattia e Martina, i più gettonati: Lorenzo, Manfredi, Ginevra
5 luglio 2010 alle 22:04
Gent.mo Cacciatorino, mi dia pure rigorosamente del Lei con la lettera L decisamente da usare in maiuscolo, pure il Voi non mi dispiacerebbe tout court (la langue du radical c’est le français o english..anche appreso tramite vecchi mangianastri). Dai suoi commenti intuisco che Lei sia radiacal al pari di me e peggio di me perciò marchiamo il territorio di competenza senza indulgere alla confidenza.Il radical non si corregge mai,Mara, non chiede scusa perché fa solo errori di distrazione; il suo pensiero è sempre impegnato in operazioni multiformi e traduzioni e traslazioni estemporanei..
@Verbena, grazie..comunicia tu a scrivere, io intanto penso agisco faccio e poi.. magari..forse… potrei pure intervenire.Rimango “do”,come una nota stonata
5 luglio 2010 alle 22:41
@Verbena: Tod’s? Decisamente RC le scarpe, più borghesuccie le borse. La RC è più destrutturata, non trova?
Le Clarks. Per l’uomo, però. Da donna fanno molto RC sfigata da centro sociale spinto.
I costumi di Fisico.
I capelli lunghi con la ricrescita evidente.
Il pane “consato” del baglio di Scopello.
La riserva dello Zingaro (sempre a Scopello).
Vendicari.
La maratona di New York.
5 luglio 2010 alle 22:43
Il sesso RC me lo immagino un po’ pigro.
Lei: camiciola di mussola bianco su seno inesistente, pancia piatta, sedere grosso, un po’ di cellulite qua e là e gamba corta. Piedi curati con anellino sul secondo dito. Non prende quasi mai l’iniziativa; preferisce stare sopra, ma carponi di più. Non disdegna il linguaggio osceno.
Lui: tonico, brizzolato e abbronzatura da runner. Tempi lunghi ma un po’ svogliato. In genere parla poco e si affanna molto.
5 luglio 2010 alle 22:57
Mon dieu, che tristezza il sesso RC!
5 luglio 2010 alle 22:59
… però Diego Della Valle è un’icona RC tout court. Mmhh, non saprei…
5 luglio 2010 alle 23:04
Vogliamo parlare di Lavinia Borromeo Elkann?
5 luglio 2010 alle 23:13
nooo, dio bono, nooo
5 luglio 2010 alle 23:17
.. e adesso stacco. Mi sono divertita moltissimo. A presto
6 luglio 2010 alle 09:31
@Contessa:
se penso al sesso RC, mi vengono in mente Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.
Tra l’altro in un film della RC Wertmüller.
6 luglio 2010 alle 09:34
Dimenticavo,
seguire il trash in TV è veramente RC.
@Cacciatorino:
lei ne sa qualcosa?
6 luglio 2010 alle 10:29
@tanus: caro, io quella roba la seguivo prima di diventare R. C.
Ammesso che io sia veramente R. C.
Ma se mi guardo bene dentro credo di NO!
Ah: Orlando e Orlandismo sono estremamente R. C.
Cammarata e Cammaratismo sono W. C.
6 luglio 2010 alle 11:06
@ Fratello Cacciatorino:Rutelli con colombella dove lo piazzeresti? e Bertinotti e consorte salottiera?e la biondina Melandri nata a New Jork e che vacanzeggia alle Eolie?E la direttora del tg di raitre?E i figli di.. pronti a partire per le crociate ideali ma solo se sono ideali?E i sessantottini accutturati che hanno creato il deserto attorno a sè? I film di Bertolucci e tutta la gamma dei francesi sono chic,meglio Kurosawa.
ps. in quanto al sesso una radical ( il radical è impegnato a stare sotto l’ombrellone e a leggere recensioni per poi fare i riassuntini) preferisce le cose ruspanti per sentirsi democratica ed esercitare il proprio magistero: effettivamente il film della WERT rende l’idea.
6 luglio 2010 alle 11:30
@Cacciatorino:
appellare gli altri “caro” è RC?
6 luglio 2010 alle 11:34
Comunque io sono certo di non essere RC.
E’ lo chic che mi manca, sicuramente.
Oddio, non vorrei, con questa dichiarazione, essere definito RC.
6 luglio 2010 alle 11:39
Lui pigro, svogliato (sicuramente con la partner abituale, galvanizzato dalla nuova di turno). Lei attiva, inquieta (quindi annoiata), sensibile ai cambiamenti.
Entrambi bisognosi di conferme, lo fanno come se si guardassero continuamente allo specchio.
Si va delineando il RCS (Radical Chic Sex).
6 luglio 2010 alle 12:24
@Silvia:
secondo me la vera coppia RC (obbligatoriamente clandestina) è mista. Nel senso della provenienza sociale.
Nelle due declinazioni:
1)Lui le legge poesie, di cui è autore, al chiaro di luna. Lei, grezza e annoiata, arrampicata in perizoma con pon pon su altissimi sandali con zeppe 22: “Curò spicciati ca’ aiu chiffari e mi ste’ ddummiscennu”.
2) Lui scaricatore di porto, pullover di peli fino alla pianta dei piedi. Lei, insegnante di greco classico, studi alle Ancelle o giù di lì: “ohhhhhhhhhhhhhhhddioooooo mioooooooo”.
6 luglio 2010 alle 12:37
@do:cara, gran parte di quelli che LEI ha nominato vanno per me oltre il R. C. Sfiorano il surreale. Che può spingere tanto alla risata amara quanto all’odio malamente represso. La Melandri (l’imitatrice di D’Alema in falsetto) è per me la più indigesta. E’ R.C. non tollerare certi R.C.?
6 luglio 2010 alle 12:40
In tema, non dimentichiamo che la Melandri è stata beccata alle feste di Briatore.
E all’inizio aveva anche negato di esserci stata.
6 luglio 2010 alle 13:00
@caro ccto: evitiamo l’odio represso, meglio guardarli in faccia con un sorriso di sufficienza o non guardali proprio per nulla.
6 luglio 2010 alle 21:08
… io sono ancora qui che rido.
7 luglio 2010 alle 06:38
Leggo in ritardo e, da radical chic, salvo: la bella scrittura, la tv trash (io mi giustifico dicendo che guardo attraverso la mia griglia critica, in realtà sbavo quando a “C’è posta per te” la De Filippi, fingendosi compartecipe del suo strazio, infierisce contro una bruttona cornificata), Littizzetto, Truffaut (tutto, proprio l’integrale truffauttiano: maestro Cacciatore, difendimi!!!), gli Abba (alcune cose), la macchina del pane (vorrei averla, magari la uso una volta poi mai più), il sesso-sesso (ma che cos’è il sesso buono? esiste il sesso buono? tipo: scusa, caro, girati di qua, potresti cortesemente voltarti di là, dimmi cose porchissime purché in francese?), Mina (perdonatemi, ma sono figlio di “miniani” e l’ho ascoltata dal vivo sei o sette volte).
7 luglio 2010 alle 08:03
@ Cacciatorino: la fenomelogia dell’Oki è straordinaria, chapeau:-)
cmq l’Oki è fantastica, ti depressurizza lo stomaco tanto quanto l’Aulin, è meno efficace, ma sa di un menta fresca irresistibile.
Saltando di palo in frasca:
Ma quanto sono RC i tomi semiotici di Umberto Eco?
I solarium nel cuore di Catania
La musica elettroacustica
Bollani invece che Allevi
Pausa pranzo con le barrette sostitutive più costose e salutiste che ci siano
Le pastiglie digestive dell’erboristerie (che sono efficaci tanto quanto l’acqua “cirusa” della nonna)
le Camper modello per neonati
la Lemon soda
ma cosa non è assolutamente RC:
comprare un carrello di pezzi da Tezenis con i saldi
la bomboniera di nozze: portacenere di cristallo scarso, con incisi i nomi degli sposi
i gioielli Swarosky (i)
7 luglio 2010 alle 10:06
Anche il chinotto al posto della coca cola è molto R.C.
7 luglio 2010 alle 10:07
Argh! Per anni ho bevuto chinotto.
7 luglio 2010 alle 10:47
Pure io…
7 luglio 2010 alle 12:37
Io bevo sia chinotto che lemonsoda. E’ grave?
7 luglio 2010 alle 14:31
Battezzare il cane con un nome proprio di persona: Alberto, Giulio, Ugo… Meglio se è un bastardino di taglia media preso al rifugio.
7 luglio 2010 alle 14:34
sto lavorando per spiegarvi cos’è il sesso buono secondo RC
7 luglio 2010 alle 15:49
@Verbena:
la domanda sorge spontanea… come fai a sapere tutte queste cose sugli RC, persino le più intime?
Psicologa o RC pentita?
(risolino di sottecchi)
A proposito. Sarà più RC usare le faccine/emoticons o non usarle?
7 luglio 2010 alle 15:50
Dimenticavo:
spero che a nessuno venga in mente di spiegare il sesso buono secondo CL o peggio, secondo il PDL.
7 luglio 2010 alle 18:35
Tanus, psicologa io? Una paziente tipo semmai. Credo invece di avere una buona capacità di osservazione sociale. Quanto ai RC, ne conosco tanti, troppi. E qualcuno non ne è neppure consapevole.
7 luglio 2010 alle 21:25
Cara Verbena,
anch’io sono un acuto osservatore delle varie umanità.
In fondo mi piace la gente, capire cosa pensa, come si comporta e perché.
A volte sono in grado anche di eseguire una decente imitazione, alla Alighiero Noschese.
Riguardo agli RC, non sai quanto ti capisco.
I soggetti più interessanti, di una categoria, sono proprio quelli che non sanno di appartenervi.
Attendo con ansia il seguito…
13 luglio 2010 alle 17:41
scusse, Cacciatorino, lei che ha scritto contro “memorie di adriano” della yourcenar. lo ha mai letto?
13 luglio 2010 alle 18:01
No.
Ma non ho nemmeno scritto contro. Ho detto che lo amano i radical chic.
15 luglio 2010 alle 00:06
[...] A gentile richiesta. [...]
20 gennaio 2011 alle 10:06
mi sembrate tutti un pò radical chic!!!