Lo Strega che non strega

 Poche parole

di Raffaella Catalano

Ieri mi sono inflitta l’annuale autoflagellazione e ho seguito il Premio Strega in tv. Tutto come da programma. Si mormorava da tempo che ci sarebbe stato un testa a testa tra “Acciaio” di Silvia Avallone e “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, e così è stato. Poi Pennacchi ha vinto. Un tomo Mondadori/Berlusca per la quarta edizione consecutiva. Anche qui nessun “oohhh” di sorpresa. L’unico ad accennare a una presunta combine, Paolo Sorrentino. Ma i benpensanti diranno, come sempre: l’invidia di un perdente. Che però, aggiungo io, scala le classifiche.
A parte questa (solita) solfa, ne ho notata un’altra, non meno ricorrente: i brani dei libri letti durante la serata finale, da quando ho ricordi, sono sempre scampoli di temino di scuola media. Quattro-righe-quattro, insulse, piatte e senza stile.
Magari i romanzi in cinquina allo Strega sono tutti immancabilmente banali. Chissà. Oppure si fa un’accurata selezione per declamarne in Rai gli stralci peggiori. Ri-chissà. E una deleteria stoccata la assestano anche le interpreti, attricione decotte, attricette tettute o sciacquine parvenues che siano: leggono i contemporanei con un’enfasi che risulterebbe demodé persino in un teatrino amatoriale di provincia. Se in finale ci andasse un redivivo Dante sporgerebbe denuncia per danni. A sé e soprattutto alla voglia di leggere.


10 commenti per “Lo Strega che non strega”

  • fm ha scritto:

    non c’entra niente con lo Strega e non so voi cosa ne pensate ma io sono contenta che il Brasile (come squadra di calcio) se ne sia tornato a casa! ahhhh! Sospiro di sollievo !

  • fm ha scritto:

    Raffaella, io non sono uno scrittore, non sono un editor , non sono niente, sono solo un lettore e sui premi la penso proprio come te

  • Alberto ha scritto:

    C’entra con lo Strega. Perché, al contrario di certi concorsi letterari, nel calcio esiste ancora il fattore sorpresa.

  • Gery Palazzotto ha scritto:

    Sono d’accordo, Alberto.

  • Abbattiamo ha scritto:

    Bravo, Alberto. Concordo anche io.

  • totorizzo ha scritto:

    Il primo frame affascina, il secondo… Strega, il terzo uccide lettore e telespettatore

  • totorizzo ha scritto:

    beh, ragazzi, siamo il paese che ha creato la Mazzantini… che vogliamo? (e, comunque, grazie alla nostrana società delle lettere, almeno ha smesso di recitare…)

  • jana ha scritto:

    Io tifavo per un’altra presenza allo Strega, “Un anno fa domani”, di Sebastiano Mondadori, edito da Marsilio…
    Va bè…
    Bellissimo post.
    Vi aspetto a Marsala ;-)

  • Ado ha scritto:

    D’accordo… come ha detto qualcuno lo Strega di quest’anno è stato davvero “un flop assistito”…
    e anche la diretta Rai non ha certo valorizzato il tutto, anzi.
    Ma possibile che non ci siano giornalisti davvero in gamba in Italia e alla Rai?
    Bel post anche per me!

  • Maurizio ha scritto:

    Bel post, lo condivido!
    Quest’anno non ho visto la trasmissione – forse mi sono sorbito le notti mondiali – ma posso riferire che l’anno scorso e l’anno prima era la stessa solfa. Il vincitore o la coppia di vincitori sono noti anche all’annunciatrice RAI. Poi ci fanno assistere alla farsa dello scrutino che è solo la vanitosa passerella televisiva dei 400 ben pensanti (gli “amici della domenica” di nome e di fatto) d’Italia: che poi sono sempre gli stessi e i libri se li fanno leggere.
    Insomma, ancora un’altra testimonianza dell’uso indecente e criminale del cosiddetto “servizio pubblico”. Una latrina.

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