Il premier ingrifato

La famosa crocerossina che ha fatto ingrifare il nostro ipersensibile premier non vi ricorda qualcuno?

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

14 commenti su “Il premier ingrifato”

  1. Non mi sono spiegato: tutto fa brodo per chi è di bocca buona (e dunque non selettivo) e scambia l’oro per il piombo. Ma purché respiri.

  2. Gianni, c’è una gran differenza tra il bello e il “bono” e a mediaset e raiset preferiscono il bono. Niente di strano, i maschietti, in maggioranza statitistica, hanno preferito sempre il “bono” al bello.
    Presente esclusi (o me lo evito?). Non c’è niente di male che a qualche presente piaccia anche il “bono” oltre che il bello. Anzi…Basta che non lo faccia diventare ministro solo perché “bono” e tutto “e bonu e biubirittu”!

  3. Ecco, non escludo che una ipotetica ed anacronistica Hepburn, fuori registro rispetto al gusto rozzo medio, sarebbe messa nel mucchio, proprio perché nulla sfugga. Non certo per per improvvisa folgorazione nel gusto (ritrovato). Un melius abbundare quam deficere che somiglia a ogni lasciata è persa.

  4. MI ricorda il film “La dottoressa al distretto militare” (perdonate le virgolette ma c’è il corsivo)con Edwige Fenech . Potrebbero girare il remake e assegnare la parte di Alvaro Vitali a Silvio
    ps
    vi segnalo nuova versione di un fantastico film di Woody Allen, protagonista sempre il nostro Alvaro Silvio B.

  5. …ma sono solo pulsioni che, il noto “politico” Cetto Laqualunque, commenterebbe come testimonianze della fame atavica di “pilu”, risalente ai tempi del basso medioevo!
    Del resto è ormai assodato che siamo stati condannati a dover assistere a una continua collezione di scene del medioevo italiano del terzo millennio. Poi, ci sarà anche un dibattito presso il qualificato salotto pomeridiano – pagato dal contribuente – di “esperti” opinionisti ospiti della nota trasmissione televisiva “Il fatto del giorno” dove, finalmente, si riusciranno a sentire le mirabolanti analisi del rapporto fra la politica e “‘u pilu”.
    Poveri a noi!

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