Posso sbagliare, ma nella rissa sfiorata tra Carla Fracci e il sindaco di Roma Gianni Alemanno c’è il paradigma dello scontro tra il vecchio e il decrepito.
Domanda: cosa c’è di peggio del vecchio che si spaccia per nuovo solo perché il vecchio torna di moda?
Risposta: il decrepito che ritiene di perpetrarsi all’infinito a dispetto della biologia e del buon senso.
Nello scontro tra la Fracci e Alemanno c’è una frase che mi insospettisce: “Contratto non rinnovato”.
Se mi permettete, di contratti e consulenze (rinnovati e non) nel mio piccolo me ne intendo. So che quando uno accetta di vivere in modo libero – un tempo si diceva “alla giornata” – l’unica certezza è che non ci sarà possibilità di appello quando le cose cambieranno e che sarà saggio darsi una mossa prima di apparire ridicoli. Però io non sono un pensionato, non sono un miliardario, non sono una celebrità e di conseguenza non godo dei flash dei fotografi ad ogni ruttino pubblico.
Dio sa (e non solo lui) quanto io sia diffidente nei confronti del potere brandito da amministratori di centrodestra, ma in questo caso tiro il freno a mano.
Tra una Fracci, brava, bravissima, indimenticabile, ma anche ricca e non-mi-spiego-come spocchiosa, e un’entità giovane, frizzante, non troppo conosciuta, ma coi titoli giusti per governare il corpo di ballo del teatro dell’Opera di Roma, scelgo la seconda. A patto che esista ovviamente.

P.S.
Su questo post grava l’inspiegabile irritazione che mi suscita il termine etoile, quasi come attimino.