Un delinquente


Il Vaticano usa il pugno di ferro contro padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, che nella sua vita ha abusato di bambini, donne e stupefacenti.
Due giorni fa, in un comunicato, la Santa Sede ha “certificato” che il prete “ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione”.
Chiaro?
Secondo i porporati del Vaticano, le serie conseguenze del comportamento del prete delinquente sono quelle causate alla Chiesa, non quelle che colpiscono le decine di vittime deflorate e umiliate con la violenza più vigliacca, quella di chi dovrebbe agire per conto di Dio.
Marcial Maciel Degollado ha provocato un grave danno all’entourage religioso. Della psiche e degli sfinteri – o se preferite, dello spirito e della carne – delle vittime, il Papa e i suoi mastini della dottrina non si occupano.
Come è facile capire, la revisione annunciata da Ratzinger è utile come un treno deragliato.
Ah, padre Degollado è morto due anni fa.

Grazie alla Contessa.

  

8 Comments

  1. Tanus
    Mag 03, 2010 @ 09:38:29

    Cavi Fvateli,
    membvi dela chiesa stanno contvibuendo a dare imagine negatifa.
    Pisogna izolare e alontanave tali pevsonagi.
    L’invito che vi vivolgo è: intivituafe supito i ragazini pvretophili e alontanateli senza intugi. Pugno ti fero e vevrga alla manen.
    Chi ofende uno di questi pvreti, anime travagliate, essere meglio metteve pietra collo e puttare fiumen.

  2. il cacciatorino
    Mag 03, 2010 @ 13:04:19

    Ricordiamoci che recentissimamente il Vaticano, a fronte dello scandalo pedofilia finalmente spiattellato sui giornali, si disse turbato, se non indignato, per il (sic!) CHIACCHIERICCIO. Questo papa è sempre più simile all’altro p., il premier. A fronte di una slavina sul piano morale che riguarda il suo mondo, derubrica tutto sul piano del pettegolezzo e dell’attacco “gratuito”. Mi viene in mente un volgarissimo ma inestimabile detto calabro: pe’ ‘ttia lu c***zzu in cu***lu di l’atri è filu d’ariganu. Ognuno lo traduca come gli va.

  3. fm
    Mag 03, 2010 @ 15:39:29

    Ora scrivo una cosa che farà arrabbiare molti.
    Per il clero il maschio adulto,sacre scritture insegnano (vedi Adamo , Eva e il fico o la mela a vostra scelta) , non è mai il peccatore in prima persona ma viene indotto in tentazione. Sono femmine o “individui” ancora non sessualmente definiti, impuberi, bambini cioè, a trarli in tentazione.
    Loro, poveracci, tentano di resistere ma che possono fare? la carne è carne!
    I peccatori da condannare non sono mai e non sono mai stati i maschi adulti ma le “femmine” tentatrici o gli “impuberi” ( maschio o femmina, poco importa) tentatori.
    Ad essere condannata è sempre la “puttana” , non il puttaniere.
    Nel caso della pedofilia pretesca la puttana è sempre l’impubere, maschio o femmina che sia….

  4. Tex Willer
    Mag 03, 2010 @ 17:06:59

    @fm. Perchè mai dovremmo arrabbiarci al cospetto della tua lucida analisi e della verità? Più passano i giorni e più diventa nauseabondo il fetore proveniente da sotto molte tonache. Ma anche più vomitevole è l’odore del deodorante che le gerarchie ecclesiastiche cercano inutilmente di spargere per aria con lo scopo infame di nascondere il puzzo proveniente dal letamaio.

  5. fm
    Mag 03, 2010 @ 17:59:08

    Tex, è ancora più nauseabondo il disinteresse della solita “maggioranza dei benpensanti e degli uomini del fare”.
    La verità è che non gliene frega niente a nessuno! io non faccio statistiche, parlo con i vicini di casa (non amici,attenzione, vicini di casa)
    la risposta è solitamente ” ma tanto si tratta sempre di picciutteddi di strata! Chi amu a fari? cunsumamu un “cristianu” pi un picciutteddu di strata?

  6. fm
    Mag 03, 2010 @ 18:04:41

    Sono quelle stesse persone impersonate da un carnezziere di San Martino delle Scale, che alla domanda
    -Si vitti nuddu stamatina? -rispose- na fimmina e un cristianu
    A voi l’analisi….

  7. fm
    Mag 03, 2010 @ 18:07:53

    Scusate se insisto ma sono di quelle cose che non si possono dimenticare: “‘na fimmina e un cristianu” . Due cose diverse

  8. spallanzani
    Mag 05, 2010 @ 19:15:57

    Un fango.

Leave a Reply