Ieri ho avuto il primo incontro ravvicinato con un iPad. Di questa bestiola tecnologica è stato già scritto tutto da persone molto più esperte e titolate di me quindi vi risparmio le impressioni per così dire tecniche.
Da detentore di un MacBook Air sono abituato alle forme sottili e alla piacevolezza della tecnologia levigata. Ecco, in questo l’iPad è davvero emozionante.
Nella mezzora in cui l’ho avuto tra le mani, ho suonato, ho aggiornato il blog, ho letto una pagina di un libro, ho cercato una parola che non capivo nel dizionario, ho consultato il New York Times, ho ammirato la scena di un film di guerra, ma soprattutto sono stato molto molto attento a non farmelo scivolare dalle mani. Perché è questo il pericolo maggiore: un oggetto di design, che starebbe benissimo anche da spento in salotto, non è prensile.
L’iPad è un apparecchio che ha un fascino pericolosissimo in persone come me: quello di un oggetto utilissimo che può dimostrarsi assolutamente inutile.

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