C’è un giornalista italiano che sta collezionando un record singolare, quello delle interviste inventate. Si chiama Tommaso Debenedetti  e i giornali (non solo italiani) lo stanno facendo a fette. Ha imbastito interviste complesse, non ha mica incollato quattro frasi rubate dai giornali stranieri (come fanno molti colleghi) spacciandole per originali. Tanto per dire, ha attribuito sentimenti anti-Obama a Philip Roth and John Grisham, rispettivamente sulle colonne di Libero e del Resto del Carlino. Mica aria fritta.
Ora pare che anche la sua intervista a Gore Vidal per l’Espresso sia falsa. Insomma la vicenda promette nuovi colpi di scena. E gli americani ci sguazzano. Al punto che The New Yorker ha messo a disposizione una e-mail per tutti quelli che sospettano di essere stati truffistati (intervistati/truffati) da Debenedetti.

P.S.
Devo confessare che la figura di quest’uomo mi affascina. E’ l’esempio vivente di come si possa vivere ostinatamente in una realtà virtuale fregandosene altamente delle figure di merda. Mi ricorda qualcuno.

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