L’Amia non m’Amia

di Raffaella Catalano

Devo di disfarmi di uno scaldabagno a gas pressoché nuovo che ho tentato di vendere a prezzo stracciato, ma che ormai giace da un anno sul mio già angusto balcone. Peccato buttarlo, ma sono stanca dell’ingombro. Stamattina chiamo il numero verde dell’Amia per il recupero a domicilio dei rifiuti ingombranti. Risponde la classica segreteria, avvisando che gli operatori sono “momentaneamente occupati” e pregando di “richiamare più tardi”. A parte la sgradevolezza dell’accento e del tono della donna che ha registrato l’avviso (ma questo è un peccato veniale), l’Amia (o call center che sia) non offre la possibilità di conoscere i minuti d’attesa previsti, né quindi di aspettare che un operatore si liberi, coltivando la speranza di risolvere il problema. Si può solo richiamare, richiamare, richiamare. Cosa che ho fatto dalle dieci e mezza in poi, a ripetizione. Esito: ho ascoltato infinite volte il messaggio di cui sopra, e anche il segnale di occupato e quello della linea che cadeva dopo due squilli. A rotazione. Ma nessuna risposta. Un servizio fallimentare, giusto per mantenere alto il buon nome dell’Amia che nella top ten dell’inefficienza è al primo posto su tutti i fronti. Stanca e disperata, ho provato a mandare un fax, alternativa indicata nel sito dell’azienda. Assicurano, così c’è scritto, di richiamare entro 48 ore per fissare la data del ritiro. Il conto alla rovescia è iniziato. Nel frattempo, se qualcuno vuole lo scaldabagno, batta un colpo: lo regalo volentieri.

  

6 Comments

  1. marissa
    Mar 25, 2010 @ 16:25:34

    Cara Raffaella, non ti sarà di alcun conforto ma, fino a qualche anno fa, nonostante l’Amia non brillasse per l’eccellenza del suo servizio, la raccolta porta a porta di rifiuti speciali e/o ingombranti era “stranamente” funzionante (nelle città più civili ci si stranizza del contrario…) e credo anche all’insaputa di molti che, incuranti di multe e ancor più di degrado, continuavano a gettare rifiuti per strada.
    Telefonavi al numero verde, spiegavi il tipo di oggetto del quale volevi disfarti, lasciavi un recapito telefonico e dopo due giorni al massimo ti richiamavano per fissare giorno e ora per ritirare l’oggetto in questione entro due giorni. Ho utilizzato questo servizio un paio di volte e sono stati sempre efficienti. Sei mesi fa volevo disfarmi di un vecchio scaldabagno per di più rotto e, dopo innumerevoli tentativi, casualmente mi ha risposto un addetto svogliato, e forse un po’ stupito della mia richiesta, e disse: questo servizio non è più in funzione gratuitamente, se vuole solo a pagamento. E tutta la Tarsu che pagò cos’è…beneficienza!

  2. Raffaella
    Mar 29, 2010 @ 14:03:30

    Aggiornamento: ovviamente l’Amia non mi ha dato l’appuntamento richiesto.

  3. Tanus
    Mar 29, 2010 @ 14:20:20

    Raffaella,
    se ti è possibile, fai prima a consegnarla nei punti di raccolta.
    Però prima mi accerterei del loro effettivo funzionamento.

    http://151.1.183.204/archimedia/amia/index.php3?livello1=12&art_news=858

  4. il cacciatorino
    Mar 29, 2010 @ 23:12:53

    Sì, però la benzina e le sedute dal fisioterapista causa sforzo le detraggo dalla Tarsu.

  5. io
    Apr 14, 2010 @ 12:04:46

    cara raffaella, lo scaldabagno “se funzionante” mi farebbe comodo :-) quindi come posso contattarti per venirlo a prendere?

    P.S. Così tu te ne liberi e io risparmio!!!

    il mio contatto è: avanico79@gmail.com

  6. Raffaella
    Apr 15, 2010 @ 09:07:53

    @io: scusa, ma l’ho già piazzato.
    Comunque era funzionante.

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