Processo breve, coda lunga

Uno può pensare che il processo breve sia una buona soluzione contro la vergogna dei tempi lunghissimi della giustizia in Italia.
In pratica, secondo il testo licenziato dal Senato, il processo dovrà considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non arriverà entro tre anni (due anni in appello, diciotto mesi in Cassazione).
Però nel caso di reati commessi prima del maggio del 2006 e con condanne inferiori a dieci anni il tempo limite per il primo grado diventerà di due anni, e non tre. E questo è il cavillo che mette in salvo Silvio Berlusconi dai processi che lo vedono coinvolto.
Uno può pensare che il processo breve sia una buona soluzione contro la vergogna dei tempi lunghissimi della giustizia in Italia. In realtà per alcuni è un’ottima soluzione contro la giustizia in generale.

  

One Comment

  1. Raffaella
    Gen 23, 2010 @ 08:57:52

    Un processo breve sarebbe segno di civiltà e di un’amministrazione della giustizia che funziona. Ma non “questo” processo breve.
    Come si può pensare di imporre una scadenza ai giudizi a fronte di organici sottodimensionati (magistrati e personale amministrativo), dell’informatizzazione che fa acqua, delle scarse dotazioni tecniche e soprattutto della spaventosa carenza di fondi per sanare la situazione? I processi resteranno incompiuti e saranno quindi vanificati. Così si realizzerà il grande sogno dell’impunità totale che si agita nella mente delirante di un premier che, sotto il cerone, non ha rossore né dignità. Con grande soddisfazione sua e di altri delinquenti che gli stanno a cuore. E con totale disprezzo per chi dei reati è vittima e non artefice.
    E’ una prospettiva che mi toglie il sonno. Ieri qui si parlava di vergogna. Bene: non mi vergogno di dire che mi vergogno di vivere in Italia in un momento così.

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