Leggere e scrivere/3
Tuttora non riesco a decidere se sia più divertente leggere o scrivere.
Rex Stout
La lettura è una difesa contro le offese della vita.
Cesare Pavese
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Tuttora non riesco a decidere se sia più divertente leggere o scrivere.
Rex Stout
La lettura è una difesa contro le offese della vita.
Cesare Pavese
Tag: Cesare Pavese, leggere, libri, Rex Stout, Romanzi, scrivere
Questo post è stato pubblicato domenica 3 gennaio 2010 alle 00:26 in certezze . Puoi seguire i commenti col feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback.

3 gennaio 2010 alle 01:20
Può ritenersi doppiamente fortunato chi può permettersi di essere indeciso. C’è purtroppo chi non sa neanche leggere. E non mi riferisco a “popoli lontani”
3 gennaio 2010 alle 10:55
Si potrebbe superficialemtne sostenere che lettura è “passività”, scrittura è “attività”. Ma la lettura comporta invece un notevole sforzo di penetrare nel pensiero e nelle emozioni altrui, interpretandole originalmente, e la scrittura il lasciare che gli altri vedano anche ciò che io stesso non veda.
Passività ed attività si completano in questi due grandi aspetti della “cultura”, cioè di quella componente dell’uomo non troppo spesso in questi tempi valorizzata.
Come vedi, non ho risposto al quesito, ma ho più o meno abilmente “glissato”: sono entrambe “divertenti” nel senso che l’uomo può ritrovarvi il modo per crescere senza annoiarsi.
3 gennaio 2010 alle 14:40
C’è chi si diverte a leggere ciò che ha scritto.
Il guaio è quando non si rende conto che è l’unico che si diverte a leggere ciò che ha scritto.
3 gennaio 2010 alle 18:05
@ Tanus
questo si chiama autoerotismo mentale, ed è una pratica contagiosa
3 gennaio 2010 alle 19:16
Dovrò stare attento allora.
Infatti leggo il mio commento precedente … e non mi diverto per niente.
i.e:
“C’è chi si diverte a leggere ciò che ha scritto.
Il guaio è quando non si rende conto che è l’unico che si diverta a farlo”,
sarebbe stato meno atto di autoerotismo mentale.
E vai di sega e martello.
;-)