alberto-sordi

Il ministro per l’Attuazione del programma (cioè il controllore incontrollabile dei controllati) Gianfranco Rotondi blatera – udite udite – contro la pausa pranzo, usando argomenti come: “Io non pranzo da anni”.
Mettendo da parte le metafore grossolane sull’appetito dei politici e sulla loro capacità di mangiare in ambiti ben diversi da quelli culinari, sarebbe opportuno che il primo giornalista che incrocia Rotondi gli chiedesse qualche notizia sul suo reddito, sulla sua qualità di vita e sugli agi di cui gode per svolgere il suo lavoro.
Perché è facile discettare in termini di statistiche europee e di produttività quando l’Europa si invoca solo se è un paragone comodo e si considera che il lavoratore è differente da un limone solo per il colore del succo quando lo spremi.
Il ministro Rotondi, prima di sprecare il suo tempo a rilasciare dichiarazioni fantascientifiche (leggi: cazzate stellari), dovrebbe farsi un paio di anni in un cantiere navale, un altro paio in un call center e un lustro di manovalanza edile.
Poi di certo cambierebbe idea e la finirebbe di sprecare il tempo – pagato da noi – a rilasciare dichiarazioni su ciò che non gli compete.
Ho un sospetto: queste scemenze le ha dette durante la pausa pranzo.

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