Delle confessioni dell’ex governatore del Lazio c’è un elemento che sta passando come se fosse un dettaglio. L’ammissione da parte del politico di essere un consumatore abituale di cocaina.
Ora, un amministratore pubblico che va a transessuali può essere tollerato, con un certo dispendio di pazienza, almeno fino a quando non apre le porte della politica ai suoi vizi privati.  Ma un amministratore pubblico cocainomane credo che sia un pericolo per la comunità: a parte la famosa capacità di intendere e di volere, resta l’incognita di un possibile ricatto (la droga non si compra negli hard discount).
Quindi sarebbe più socialmente utile parlare di coca che di trans.

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