Blogfest

Alla Blogfest di Riva del Garda, la maggiore adunata italiana di internettiani travestiti da umani, trionfano i giornalisti: Marco Travaglio, Sandro Gilioli, e altri sotto mentite spoglie.
A una prima analisi si potrebbe dire che nel web quel che premia è il contenuto, oppure la protesta (sia Travaglio che Gilioli lavorano per la sinistra). O, come dice il mio amico Tony Siino, che la marmaglia (la definizione è mia ma ne sottende una sua, di uguale valenza) si è definitivamente spostata sui social network. Ergo, i chattisti perditempo vanno su Facebook, mentre sui blog si discute di cose più serie.
Comunque un’analisi non esclude l’altra, in un dilemma che sembra non conoscere sollievo.
Poi vai sul sito della Blogfest, provi a capirci qualcosa e ti riappacifichi con te stesso, sani i tuoi dubbi, torni al tuo orticello di finte certezze.
Infatti nel sito ufficiale della manifestazione ufficiale del più ufficiale sistema di cultura e informazione non ufficiali, scopri che il linguaggio e l’approssimazione sono quelli di un bando della gazzetta ufficiale. In soldoni, non si capisce un tubo.
Gli internettiani travestiti da umani prima o poi devono soccombere davanti alle inarrestabili pulsioni degli umani travestiti da internettiani (che sono ancora la maggioranza).
Alla Blogfest trionfano i giornalisti perchè hanno ancora quel minimo di analogico che li avvicina all’inconcludenza compiuta di un atto semplice: cercare un’informazione, trovarla, spiegare, pretendere di essere chiari. Come sfogliare il vecchio Tuttocittà, consultare la Treccani dalle 48 agili rate, inviare una cartolina ai genitori.
Tutto il contrario del finto modernismo di www.blogfest.it, dove i cinquantenni cinguettano fingendosi ventenni e i ventenni cinguettano altrove.

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