corsera

Secondo Umberto Bossi, il caso escort è una polpetta avvelenata preparata dalla mafia per Silvio Berlusconi.
Il nemico numero uno dei disonesti, il campione della legalità, il simbolo della virtù in terra, il modello sempiterno di saggezza sarebbe – secondo Bossi – inviso alla parte più odiosa dell’odiosa criminalità italiana, europea e forse mondiale.
Quel che stupisce del delfino padano (perdonatemi l’involontario ossimoro naturalistico) è la perentorietà di ragionamento: non è vero che le vere stanze del potere sono, purtroppo spesso, le stanze da letto; è vero che se il potente sbaglia, è vittima di un vergognoso tranello, di una congiura criminale.
A seguire il suo filo logico si arriverà a incolpare la S.P.E.C.T.R.E per le polluzioni notturne del premier e Ernst Stavro Blofeld per attentato alla verginità nazionale. James Bond diventerà un personaggio interessante nell’attuale panorama politico italiano. Non per il suo coraggio, ma per il suo corredo di femmine, riserva preziosa per un eventuale rimpasto di governo.
Insomma, un’enormità appresso all’altra. Almeno fino a quando Umberto Bossi non sarà ricondotto al ruolo che merita: da leader della Lega a leader da legare.