Noemi LetiziaPrima reazione alla notizia di Noemi in vacanza a Porto Rotondo.
Ma chi se ne frega. Lasciamola in pace. In fondo il diritto di vivere serenamente non ha nulla a che vedere con il quoziente intellettivo.

Seconda reazione, qualche minuto dopo.
Vedi un po’ questa ragazzina coatta che raggranella flash, articoli e righe di riflessioni (tipo queste) pur non offrendo nulla su cui ragionevolmente dibattere.

Terza e ultima reazione, ore dopo.
Noemi è il prodotto di una precisa politica sociale. Piccolo pensiero, grande immagine. E’ l’ambizione senza passione, il nulla che acquisisce forma in una reazione in cui l’unico catalizzatore è il potere cieco.
Noemi è una ragazza che meritava ben altro destino: un attualissimo lavoro part-time, sogni, discoteca nel fine settimana, allegre vacanze last minute, qualche fidanzato, matrimonio/convivenza, figli, cellulite, rigurgito di sogni, opaca serenità.
Invece è stata costretta dal destino, e da genitori decisamente spregiudicati, a recitare un ruolo di divetta raccomandata che non suscita neanche un sorriso, soltanto pietà (per lei e per noi stessi che ce la ritroviamo a ogni angolo di cronaca). Le è stata regalata una finta vita in cui il talento è nascosto nelle pieghe della pelle e non in quelle della mente.
Poveretta, lasciamola in pace.

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