Due giorni fa parlavamo di internet e crisi dei giornali. Qualcuno ha chiesto: e allora che si fa?
Più che una risposta ho un suggerimento che rimanda a Kindle, un aggeggio che potrebbe rivoluzionare il futuro della carta stampata.
La nuova evoluzione dell’e-book marchiata Amazon è una di quelle diavolerie tecnologiche che sta a metà tra la scoperta copernicana e il bluff berlusconiano. Finora il mercato anglosassone ha mostrato di gradire libri e giornali compressi su uno schermo da sei pollici. Ma noi italiani siamo molto più pigri in fatto di lettura. Persino le favole, più che leggerle, preferiamo averle raccontate (anche in età adulta e non da parenti).
Il sistema editoriale italiano dovrebbe quindi studiare una strategia diversa, se decidesse di sfruttare il Kindle. I costi dell’apparecchio non sono indifferenti (a partire da 299 dollari) quindi un’idea potrebbe essere quella di fornirlo con agevolazioni economiche (comodato, rateazione, sconti). L’abbonamento al quotidiano telematico garantirebbe, a prezzi molto più vantaggiosi, la fruizione completa di tutte le pagine del giornale con, in più, la possibilità di archiviare dati, prendere appunti, trattare il testo. Nello stesso tempo l’editore sarebbe sgravato dai costi della carta: mica male, no?
Alla fine ognuno avrebbe il proprio giornale ogni mattina sul suo Kindle regalando all’ambiente un enorme risparmio energetico (rotative, mezzi per la distribuzione).
Solo che, come al solito, ci vuole qualcuno che si rimbocchi le maniche e che si convinca che non è scritto in nessun comandamento che la tecnologia in Italia debba mantenere un ritardo di cinque anni rispetto al resto del mondo.

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