Alcuni tra i principali giornali del mondo indicano l’Italia prossima all’esclusione dal G8, mettono in guardia dalle futuribili gaffes di Berlusconi e descrivono quello de l’Aquila come un summit che sta discendendo nel caos. Un europarlamentare italiano (della maggioranza) si fa riprendere mentre intona, birra alla mano, una canzone razzista e fa la figura dell’idiota in mondovisione.
Titoli a caso della cronaca di ieri.
Nelle grandi democrazie basterebbe solo una di queste notizie per suscitare un’indignazione comune. Non servirebbe neanche una campagna di stampa per risvegliare le coscienze: sarebbero già lì a ribollire di rabbia. Invece dalle nostre parti si continua a erigere un muro tra il sommo bene e il grande male, tra un governo che è ingiustamente bersagliato dai media di mezzo mondo e un’opposizione malvagia, corrotta e sanguinaria.
Siamo diventati grandi ormai e possiamo dircelo chiaramente: il vero problema dell’Italia non è Berlusconi, ma la fetta di opinione pubblica che pende dalle sue braghe.

P.S.
Dell’eurodeputato di cui sopra torneremo a parlare. Un personaggio di tale statura culturale, sociale e morale va celebrato come si deve.

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