Uno straccio raffinato

Mi era sfuggita questa perla di Paolo Liguori. Per fortuna l’ha raccolta Giamo.

  

10 Comments

  1. gianni allegra
    Giu 25, 2009 @ 08:38:20

    Non solo leggo Repubblica, ma ci collaboro addirittura: ma che idiotissimo che sono!

  2. gianni allegra
    Giu 25, 2009 @ 08:40:56

    E finanche mi viene voglia di andare a sfogliare Famiglia Cristina e ho persino il telegiornale bloccato sul tre: che manicheo inguaribile e imbecille che sono!

  3. gianni allegra
    Giu 25, 2009 @ 08:47:42

    Famiglia Cristina?

  4. Miranda
    Giu 25, 2009 @ 09:07:59

    Famiglia Cristina potrebbe essere il nome di un nuovo rotocalco Mondadori

  5. Post Office
    Giu 25, 2009 @ 09:34:55

    Strana la parabola dei militanti di Lotta Continua…

  6. Miranda
    Giu 25, 2009 @ 09:44:40

    E’ una maledizione…

  7. gianni allegra
    Giu 25, 2009 @ 11:50:57

    Molti si sono iscritti poi a Leccare Continuamente.

  8. c.
    Giu 25, 2009 @ 12:10:39

    Molti altri però sono dei giornalisti seri messi ai margini delle redazioni. Spezziamola una lancia per quelli che non possono più fare il loro lavoro perchè hanno dei capi lecchini. Spezziamola una lancia per chi dopo anni di professionalità, si vede messo “in castigo”.
    Per fortuna non tutti i giornalisti sono uguali.

  9. Fabio
    Giu 25, 2009 @ 12:23:40

    Dopo essere stato definito co***ne, gay, mi mancava imbecille…
    Però detto da Liguori può essere anche un complimento.

  10. il cacciatorino
    Giu 25, 2009 @ 12:35:24

    Liguori (sul piano della credibilità) si punisce da solo. Gli basterebbe il suo passato a studio aperto per capire che cosa è. E’ un bene, ogni tanto, rispolverare i percorsi professionali della gente, analizzare le vite in retrospettiva, capire chi parla e chi scrive, in un’Italia che dimentica troppo spesso, e si smentisce con sempre maggiore disinvoltura. Purtroppo la maggior parte della gente non fa distinzione tra informazione seria e bagasciata. Temo che non sia più in grado. C’è un’anestesia totale, da questo punto di vista. Si vive al presente, si mastica, si sputa e si rimangia senza nemmeno distinguere il sapore. Il passato più o meno recente non ha valore, per molti. Semplicemente si sono convinti che non c’è tempo per studiare il tempo che è stato e quello che potrebbe arrivare.

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