L’olio della Regione

483beb31d6250_normalSe la politica italiana è un teatrino, quella siciliana è un’opera dei pupi. In campo nazionale, infatti, ci sono attori che recitano a soggetto, mentre in quello regionale ci sono solo marionette. A tenere i fili non sono neanche le segreterie di partito, che sarebbe già una situazione non bella seppur plausibile, ma singoli esponenti in guerra tra loro, parenti-serpenti che convivono forzatamente nella stessa casa. Una “Casa delle libertà”, dove l’unica libertà praticata è quella della semina nel proprio orticello possibilmente a scapito delle colture altrui.
Il governatore Raffaele Lombardo ha punito gli assessori infedeli e li ha mandati a casa, lasciando intendere che per il nuovo governo si potrebbe – ripeto, si potrebbe – ipotizzare un appoggio esterno del Pd, che ha dato “il suo contributo a tutte le leggi più importanti approvate dall’Assemblea”.
Per farla breve, Lombardo è pronto a tutto pur di ripartire con una giunta seminuova (almeno cinque assessori dovrebbero essere confermati). I veti incrociati dei burattinai, secondo i piani del governatore, dovrebbero essere superati con un abbondante ricorso ai cosiddetti “tecnici”, cioè personaggi e/o esperti senza un ingombrante pedigree politico. E’ come se il titolare di un ristorante licenziasse il cuoco e poi si prendesse la massaia del piano di sopra: la donna magari cucinerà benissimo, ma sempre con quell’olio dovrà friggere.
Lo confesso: la politica regionale ha su di me un effetto deprimente, in quanto riesce a piacermi ancora meno di quella nazionale. Non invidio quei giornalisti che, per sbarcare il lunario, sono costretti ogni giorno a decrittare dichiarazioni incomprensibili, a ravanare nella Gazzetta Ufficiale alla ricerca di “notizie”, a predigerire, per renderli più commestibili ai lettori, provvedimenti ostrogoti.
Tutto sarebbe più semplice per i cittadini-elettori se il gioco fosse il seguente. Io, presidente faccio un governo che intende fare queste cose: se ci riesco dimostro che non sono un chiacchierone, se non ci riesco vado a casa e lascio spazio ad altri.
Il segno della mia inutilità è che quasi quasi rimpiango Totò Cuffaro.

P.S.
Ovviamente il sito della Regione Siciliana viaggia in un’altra epoca e ha ancora la vecchia squadra di governo. Magari Antinoro e compagni esclusi si inventano una bella vertenza.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

4 commenti su “L’olio della Regione”

  1. Figurati che io ancora non ho capito che cosa hanno fatto là dentro dal 2008 a oggi. Se qualcosa hanno fatto, tranne che strattonare a vicenda le poltrone da una parte all’altra, come i bambini: “e’ mia!” “no è mia!”…
    Che ci informino, ogni tanto.
    E chissà chi se la piglia in saccoccia, nel frattempo.

  2. Vedo che c’è un nuovo governo nelle ultime ore. E senza l’Ucd. Che ne pensi gery?

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