Illustrazione di Gianni Allegra

Illustrazione di Gianni Allegra

Ci sono due frasi che mi ronzano nella testa. “Crisi dei valori” ovvero frase A. E “ruolo degli intellettuali” ovvero frase B.
Non chiedetemi dove le ho lette: dopo 46 anni di vita sarebbe più semplice testimoniare dove non le ho lette. Ogni volta che c’è da lamentarsi di qualcuno/qualcosa – e sappiamo che è uno sport in voga – si invoca la frase A. Quando invece è il momento di trovare una scusa per sottrarsi a un impegno civile si ricorre alla frase B. I valori e gli intellettuali, coi rispettivi crisi e ruolo, sono insomma il parafulmine di ogni sventura. Mai che a qualcuno venga in mente di mescolare gli addendi per arrivare, in barba alla matematica, a un risultato diverso, più vicino alla realtà. Il ruolo dei valori (cioè 1/2 di B + 1/2 di A) e la crisi degli intellettuali (cioè 1/2 di A + 1/2 di B) potrebbero essere infatti temi più aderenti alla realtà.
Riuscire a capire a che punto in classifica siano le doti morali e quanto sia allarmante la carestia di portatori di cultura nel nostro Paese sarebbe già un bel traguardo. Quando il frigo è vuoto si censisce quel che non c’è, mica il tubetto floscio di maionese che s’affaccia dallo sportellino sopra il porta-uova.
Gli intellettuali non fanno la politica, i valori possono influenzarla. Gli intellettuali non sono pifferai, i valori sono cuffie contro insani pifferi. Gli intellettuali possono sbagliare, i valori possono essere rimedio.
Mi piacerebbe che un giorno, entro la mia scadenza biologica, qualcuno si chiedesse cosa manca nel grande frigo dell’Italia, piuttosto che additare, promettere, scontare, condonare.

Please follow and like us: