Libri appassionanti

Acrilico su carta di Gianni Allegra (da "Il diario", 2006)

Acrilico su carta di Gianni Allegra (da "Il diario", 2006)

Ho appena finito di leggere “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson e mi dispiace. Mi dispiace che il libro sia di sole 676 pagine, perché ne desideravo almeno altre cinquecento, tanto la storia è avvincente e ben costruita.
Sono sempre stato contrario all’uso di aggettivi quando si pronuncia (o si scrive, o addirittura si pensa) la parola arte. Alta, bassa, povera, colta, popolare e via modulando. Larsson, pur usando un linguaggio semplice che sembra esser stato studiato per i traduttori di mezzo mondo, costruisce un’opera di innegabile valore estetico che diverte e appassiona.
In un momento in cui, specialmente in Italia, abbondano i manifesti pseudo-idelogici imbottiti di cultura da Reader’s Digest (la cultura non celebra mai se stessa perché è la base di ogni celebrazione) è un piacere scoprire l’incanto di una vicenda narrata a meraviglia. Non so quanti di voi abbiano letto questo libro, però mi piacerebbe sapere se avete altri esempi da proporre. Libri che avete divorato, libri che vi dispiaceva abbandonare per colpa del sonno, libri di cui ricordate passi a memoria. Libri… mmmh, ci vorrebbe un aggettivo…  belli, ecco.

Aggiornamento. Rosa Maria Di Natale segnala quest’articolo, Giacomo Cacciatore invece propone di riflettere su questo.

  

55 Comments

  1. cinzia
    Mar 05, 2009 @ 22:49:33

    Io l’ho ascoltato a “Le invasioni barbariche” e devo dire che mi ha folgorato. Parlo di Gipi.
    Ho dimenticato di complimentarmi con Gianni per la vignetta (o quadro) di oggi….. lo faccio ora.

  2. gianni allegra
    Mar 06, 2009 @ 09:00:14

    @ladispersadelsabatosera, @cinzia: grazie, grazie di cuore.

  3. silvia
    Mar 06, 2009 @ 09:16:13

    @Raffaella. Touchée. Provvedo.

  4. Maristella
    Mar 07, 2009 @ 03:46:15

    Qualche anno fa, vivevo a Roma, mi trovai costretta a causa di un gesso al piede, a rimanere ferma in casa per un mese intero. Lessi sei volte di seguito l’Amore ai tempi del colera. Fu il rimedio a quell’immobilità. A quella lettura, nel corso degli anni, ne sono seguite altre 8 o 9, non ricordo, sempre dello stesso libro. E ancora non mi stanco…

  5. il cacciatorino
    Mar 07, 2009 @ 12:04:27

    Sottolineo, che con Bloom dissento solo su Stephen King = spazzatura. Ovviamente.

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