stuproC’è qualcosa che non mi quadra nel meccanismo logico del governo italiano, anche se l’aggettivo logico è un po’ forzato. Si è scoperto ultimamente che in Italia ci sono gli stupratori (ci sono anche gli assassini, i ladri, i pedofili, i comunisti… ma non è il loro turno) quindi ci vuole un bel decreto caldo caldo che risolva una volta per  tutte la questione.
Che problema c’è? Lo sforniamo subito, tipo pizza Catarì.
La gestione di un evento necessita delle vittime di quell’evento e soprattutto del coro mediatico. Senza, non c’è piacere.
Promuovere gli stupri a emergenza nazionale significa ammettere che la delinquenza più bassa e abietta (se mai ci fosse una classifica delle nefandezze più nefande) è stata finora immune e sottovalutata. Non è discorso di poco conto per un governo che ha fatto della sicurezza, con o senza ronde private legalizzate e auspicate, uno dei suoi ronzini di battaglia.
Basterebbe un discorso franco, del tipo: “Abbiamo tagliato i fondi per le forze dell’ordine e incitato i cittadini a sostituirsi a loro, a costo zero… era una minchiata, scusate”.
Invece serve un decreto per soddisfare la smania onanistica dell’atto di forza.
La parola prevenzione, in certi vocabolari, è stata coperta da una macchia di qualcosa che non oso immaginare.