Si chiamerà Natale

Torta in faccia

di Roberto Torta

Appunti di Natale e scusate il ritardo (per riprendermi c’è voluto tempo).


Si chiama Domenico Torta. Ha 79 anni, occhi piccoli e appuntiti, baffi neri, capelli lunghi e codino. E’ mio padre, ma non gli assomiglio per niente. Prendete una tunica nera, mettetegliela e avrete un inquisitore, di quelli che mandavano le streghe al rogo.
Come ogni Natale sono qui a casa sua, seduto davanti a lui, per il solito pranzo a cui non rinuncerei per niente al mondo perché ogni anno, da quando ne ho compiuti 15, aggiunge una riga al suo testamento. Il mio è vero affetto. Finita la parte dove mi ha lasciato la casa, siamo arrivati alla riga dove sta indicando me – e solo me – unico figlio devoto, erede della villetta di Pantelleria. L’anno scorso la riga si è interrotta a “Pant… “.
Io non potrei fare più a meno di questa festa – specchio, in cui guardo gli altri e mi guardo. Guardo soprattutto la badante rumena di mio padre, 30 anni, che ha il sedere più maestoso d’Europa,  isole comprese. Si chiama Julia. L’ho già castigata: l’anno scorso, sempre a Natale. Ora è incinta, e il fatto che porti in grembo un figlio non mio è la dimostrazione che Dio esiste e merita tutto il mio rispetto.
Siamo seduti a tavola. C’è anche quella simpaticona della mia ex moglie che ha fatto qualcosa al labbro superiore. Non ha più le sue micro rughe, testimonianza imperitura della sua maestria nel chiudere e aprire la bocca: e non solo per parlare.
Regali. A me arrivano quelli più brutti. Mentre io li faccio sempre “pensati”. Dalla mia segretaria – che mi conosce benissimo – alla quale do mille euro, una lista di nomi che si riduce sempre di più. E lei compra. Cose tipo questo massaggiatore da piedi per mio padre, che per un pelo non vomita solo guardandolo, e una trousse per la mia ex consorte che mi sta dando un pacchettino. Lo apro e che meraviglia! Un pezzo di sapone alla cannella. La bacio sulla guancia e lei mi sussurra “stronzo”. Poi do il regalo a mia figlia, una sciarpa viola. Non la scarta neanche e manda sms. Ma lei è mia figlia e so che mi vuole bene.
Ci siamo. Abbiamo mangiato il pandoro e mio padre estrae il testamento.  “La villetta di Pantelleria  la lascio a Julia e a suo figlio che poi è mio figlio. Nascerà tra 4 mesi. Se dovessi morire prima, per favore, non chiamatelo Roberto”.
Infatti si chiamerà Natale.

  

16 Comments

  1. la contessa
    Gen 07, 2009 @ 09:44:05

    Bentornato, caro Torta! La trovo in forma. In effetti, mancava giusto un po’ del suo sano cinismo per iniziare il nuovo anno…

  2. Anonimo
    Gen 07, 2009 @ 10:07:02

    E ben gli sta

  3. Rocco Siffredi
    Gen 07, 2009 @ 10:18:11

    Tutta colpa del pandoro. L’anno prossimo riprovi col torrone…

  4. la contessa
    Gen 07, 2009 @ 10:30:21

    Caro Rocco, noto che lei non ha ancora pensato al suo avatar? Peccato, però…

  5. c.
    Gen 07, 2009 @ 10:48:02

    Ma, mi chiedo, e me lo chiedo rientrando oggi al lavoro dopo 10 giorni di vacanza e quindi con la gioia e l’entusiamo di un tacchino a Natale(tanto per rimanere in tema) lo spazio previsto per l’avatar sarà sufficiente per Rocco?

  6. Rocco Siffredi
    Gen 07, 2009 @ 10:52:31

    Ho un problema di copyright… Però ora chiedo se si può fare.

  7. gianni allegra
    Gen 07, 2009 @ 10:56:04

    @Gery: capisco che questo non è un blog per vecchi per dirla con i Coen, ma facci avere un’iconcina già avaterizzata: ho messo a dura prova le mie scarsissime cognizioni informatiche e gli esiti purtroppo si vedono (ahimè)…
    Il racconto di Torta mi affascina: ma non conoscendolo e frequentando da poco il sito non mi è chiaro se è frutto di fantasia, realtà o mix delle due.

  8. abbattiamo
    Gen 07, 2009 @ 13:50:21

    Caro Torta, quando vorrà fare un altro regalo “pensato”, pensi a me. Mi vanno benissimo i mille euro che regala alla sua segretaria.

  9. Gery Palazzotto
    Gen 07, 2009 @ 14:12:39

    @gianni. Torta è un personaggio misterioso: http://www.gerypalazzotto.it/2008/01/08/elogio-del-sonno-solitario/

  10. Verbena
    Gen 07, 2009 @ 14:24:57

    Torta, il suo racconto è delizioso, reale o inventato che sia.
    Però questo “castigo” maschilista, un po’ mi delude…

  11. gianni allegra
    Gen 07, 2009 @ 15:07:09

    E’ vero. Quella “castigata” mi pare in un certo senso una scorciatoia rispetto alla prosa ineccepibile del racconto…

  12. melissa
    Gen 07, 2009 @ 16:40:45

    delizioso torta. un poco amaro e gustosissimo.

  13. nella cotere
    Gen 07, 2009 @ 16:53:06

    ma il caro vecchietto, “cent’ann’i’salute”, non sarà eterno: perciò fregalo, sposa la culona e mettila a far le pulizie in quel conteso immobile isolano, mentre tu, con la scusa di portare il figl/fratellastro al mare te la godi al sole!

  14. gi0rgio
    Gen 07, 2009 @ 21:04:41

    Caro Torta
    Altro che rumena “castigata”!
    E’ la Julia – accessoriata del suo maestoso b-side – che ha “castigato” lei “ammuccandosi” la villa pantesca!

  15. totorizzo
    Gen 10, 2009 @ 07:17:02

    Il racconto mi sembra delizioso e spero sia vero. Sa tanto di commedia all’italiana intinta nel curaro. le belle (s)famiglie raccontate da Monicelli, o Sordi che pota mammà all’ospizio raccomandando “trattatela come una regggginaaaaa!!!”. Ci sta bene perfino il maschilismo della “castigata”. A proposito, Torta è caruccio o se lo può filare solo uno scampolo d’umanità quale lui fa credere la badante col culo a cupola della Cattedrale?

  16. Roberto Torta
    Gen 12, 2009 @ 09:25:40

    Torta è bello. Si fidi.

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