Sandra e Raimondo, che classe

“Siamo di quella generazione in cui l’attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, e quindi ci entrava con la cravatta e con garbo”.
In questa frase c’è tutto il bello della televisione di ieri e tutto il contrario della televisione di oggi. Non a caso l’ha pronunciata Sandra Mondaini in occasione del suo addio alle scene.
Ho sempre ammirato la prorompente normalità della coppia Vianello-Mondaini, forse per un motivo generazionale: sono figlio di quella tv che aveva spettatori e non ostaggi. Ricordo – ed è segno che la mia biologia si avvicina a quella di una testuggine – l’intrattenimento puro di Tante scuse, di Canzonissima, di No no Nanette (di cui canticchio ancora la canzone, sotto la doccia).
Il piacere di battute semplici, un gusto che sa essere piccante e salato senza mai offendere il palato della buona creanza.
Attori, intrattenitori di classe. Ecco cosa sono per me Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Artisti che hanno sempre obbedito a una regola fondamentale che non è solo dello spettacolo, ma del vivere civile: si ha voce se si ha testa.
Intorno a noi, quante ugole orfane di cervelli…

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

10 commenti su “Sandra e Raimondo, che classe”

  1. Di “tante scuse” ho un ricordo molto vivido. Una “strana coppia” unica nella storia della televisione italiana. E anche molto più moderna (e cattiva) di tanti guitti giovani – ma già bolliti – che calcano i palcoscenici tv di oggi. Detto questo, ho sempre ODIATO SBIRULINO, ma è una goccia in un mare di intelligenza.
    A (s)proposito. Mi sono imbattuto in una puntata di Zelig (si chiama così?) qualche giorno fa. Ambientazione teatrale da gran gala. All’improvviso qualcosa ha attirato la mia attenzione: una sorta di distonia visiva e uditiva. Due inquadrature. Campo: il monologo di un comicastro che, giuro, non è riuscito a strapparmi nemmeno un sorriso, tanto era banale. In controcampo, una platea serissima e divertitissima che si spellava le mani in “standing ovation”, su sfondo di drappeggi e velluti rossi. A un certo punto mi sono chiesto se non fossero due teatri diversi. Dico… lo vogliamo dire che Zelig NON HA MAI FATTO RIDERE? o sono io che ho gusti difficili.
    Che noiachebarbachenoia!

  2. E vi ricordate di Scaramacai?
    (Intanto il grande cineasta portoghese Manoel De Oliveira, che ieri raggiungeva il secolo anagrafico, continua a girare film a ripetizione con l’entusiasmo di un neofita. Misteri della biologia).

  3. Non mi ricordo di una sola battuta volgare o scialba.Vianello è riuscito perfino a incollarmi davanti allo schermo in un programma di commento sportivo”pressing” nel quale,grazie alla sua signorilità e ironia sdrammatizzava e allleggeriva l’aria troppo pesante che si respira attorno allo sport più amato dagli italiani.
    Presentando la sua valletta Antonella Elia snocciolava il suo curriculum:-dunque,lei ha lavorato con Corrado,con Bongiorno adesso con me…le piacciono i ragazzi eh…

  4. Io adoravo sbirulino.

    @cacciat.. dai… a Zelig ci sono anche dei geni. Il mio preferito è Checco Zalone. Le troniste sono esilaranti. Certo, ci sono anche alcuni che fanno piangere però non è del tutto da buttare.

  5. ciao Gery arrivo in ritardissimo ma, anche se a spizzichi e smozzichi, ti seguo sempre con piacere e questa nuova casa mi piace assai. complimenti per il buon gusto e l’essenzialità, anche se essendo un’ingauribile nostalgica, la vecchia acsetta mi mancherà e ogni tanto penso che ci ritornerò. ad majora semper… Cristina

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