di Tony Gaudesi

Tanto tuonò che piovve. Ma tra il fulmine di Metro a Milano nel 2000 e il tuono di E Polis di ieri a Palermo sono passati quasi nove anni. Tanto c’è voluto perché il fenomeno free press, la stampa gratuita, dopo aver attraversato lo Stivale, arrivasse anche a toccarne la punta. Adesso, grazie ad E Polis, il quotidiano gratis è una realtà a Palermo, città fanalino di coda anche nell’ipotetica classifica dei fruitori della stampa free. Persino cittadine come Bari, Taranto, Como, Varese e Padova possono dirsi veterane al confronto. E Roma può confermarsi capitale, con diverse testate (Leggo, City, Metro, DNews) e svariate decine di migliaia di copie da offrire ai suoi abitanti. Anche nel pomeriggio, con 24 minuti, il giornale postprandiale del Sole 24 ore.

Piovve, dunque. Finalmente. Ma tra uno scroscio di copie e l’altro (se ne annunciano 30.000 al giorno disseminate in circa 800 punti di distribuzione) bisognerà capire quanto lo sbarco sia stato tempestivo rispetto alla crisi che galoppa e quanto potrà rivitalizzare la comatosa informazione nostrana.
Perfino Metro (la pionieristica testata diffusa in tutto il mondo) sta facendo i conti con inserzionisti in fuga e bilanci a dieta. E nel resto del mondo se non è un pianto greco, poco ci manca: un quarto dei quotidiani gratuiti ha gettato la spugna, soprattutto in coincidenza di semplici fasi di contrazione economica (2001/2002 e 2006/2007) e non certo della terribile recessione dei giorni nostri.
Prossimo allo zero dovrebbe essere, invece, lo stimolo per la stampa locale. La free press – dice l’ Eurisko – pesca soprattutto tra i lettori non abituali e, quindi, non dovrebbe rosicchiare copie ai giornali tradizionali. Un ritocco al look – e magari anche ai listini pubblicitari per evitare la diaspora degli inserzionisti – e la controffensiva è cosa fatta. Con buon pace per chi auspica qualche notizia condominiale in meno e qualche giornalista in organico in più.
La carta di identità di E Polis, nonostante i 5 anni nemmeno compiuti, ci racconta una serie di vicissitudini. Fondato dall’editore sardo Nicola Grauso nel 2004, il giornale aveva sospeso le pubblicazioni nel 2007 prima del salvataggio e conseguente ritorno in pista grazie all’accoppiata Alberto Rigotti (finanziere trentino alla guida della banca d’affari Abm Merchant e attuale editore) e Marcello Dell’Utri, con toccata e fuga di quest’ultimo, dimessosi nel febbraio scorso dal consiglio di amministrazione e da tutti gli incarichi nel gruppo. A firmare la testata è Enzo Cirillo, che ha ricevuto il testimone da Antonio Cipriani, ex direttore de l’Ora.
Cambiati i vertici si spera cambi anche il modus operandi. Pare infatti che i pagamenti di giornalisti e collaboratori lasciassero a desiderare, come si evince da numerose proteste disseminate nel web da chi ha abbandonato la nave, ma non la speranza di riscuotere i crediti maturati, e cerca di catturare in rete le dritte per poter battere cassa.

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