Non si è mai felici quando si assiste a una condanna al carcere a vita. Anche se quel “fine pena mai”, teatralmente riportato dalla burocrazia giudiziaria, resta spesso un appunto su carta, tradito dai fatti. Il verdetto per i coniugi Romano, ritenuti colpevoli della strage di Erba, non credo che possa essere incrinato da dubbi, almeno per quel che sappiamo. Mi resta solo una perplessità e riguarda la strategia della difesa che aveva chiesto l’assoluzione o, in subordine, una perizia psichiatrica: le due possibilità non mi sembrano confinanti, quantomeno per coerenza.
O si è innocenti o si è colpevoli. O si è colpevoli con problemi psichici o si è colpevoli nella piena facoltà di intendere e di volere.
C’è stata in questa mossa dei difensori una piratesca disperazione o sono io che mi sto rincitrullendo?

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