Santo subito!

di L’Avvelenata

Credevamo che i processi di beatificazione e, poi, l’ascensione al soglio della santità fossero lunghissimi, complessi, caratterizzati dalla ricerca di prove a conferma, di miracoli a suggello.
Ci siamo sbagliati.
E’ vero, nel caso che sto per affrontare ci sono gli indizi, ci sono le testimonianze, ci sono le prove e ci sono addirittura le sentenze. Allora sembra tutto a posto, e nulla osta affinché il de cuius assurga come minimo al rango di beato. Si tratta di Vittorio Mangano. Il quale, mentre attende il sommo riconoscimento, ha già i suoi santi in paradiso che spendono per lui più di una buona parola. D’altronde con due sponsor come Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi si arriva dove si vuole. Loro di promozione e di comunicazione se ne intendono.
Da una notizia recentissima apprendiamo che Dell’Utri ha definito “un eroe” il signor Mangano: palermitano, morto nel 2000, ex stalliere di Arcore. Dove, secondo le accuse, più che occuparsi di cavalli si occupava di droga e, in virtù delle sue aderenze mafiose, anche di tutelare da eventuali rapimenti i figli del Berlusca.
E dell’eroe, in effetti, Mangano ha il tipico curriculum: la sua prima condanna, a 10 anni di carcere, per droga, risale agli anni ’80. Nel ’95 finisce di nuovo arrestato. Nel ’99 gli infliggono 15 anni per traffico di stupefacenti e altri 15 nel 2000, stavolta per estorsione. Poi l’ex stalliere si ammala gravemente e i giudici gli consentono di lasciare il carcere. Ma mentre è agli arresti domiciliari gli arriva una nuova condanna: la più pesante, l’ergastolo, per omicidio.
Proprio un eroe. Un santo. Talmente eroe e santo che, mentre era in fin di vita e detenuto in casa, invece di accusare e tirarsi dietro negli impicci giudiziari il duo Berlusconi-Dell’Utri (quest’ultimo processato e poi condannato a 9 anni in primo grado a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, nel 2004), ha religiosamente tenuto la bocca chiusa. Mentre, secondo Dell’Utri, parlando avrebbe potuto levarsi dai guai e riguadagnare la libertà. Ma da eroe – è sempre l’opinione di Dell’Utri – non lo ha fatto. E l’ex senatore di Forza Italia gliene ha reso pubblico tributo durante un’intervista con Klaus Davi, poi ripresa da tutti i media. “Un eroe, a suo modo”, ha sottolineato. Che stia in questo imperscrutabile “suo modo” la chiave della potenziale santità?

  

8 Comments

  1. Quello che Minzolini non vi ha detto | Gery Palazzotto
    Giu 30, 2010 @ 00:15:58

    […] che dice di un mafioso conclamato “per me è un eroe” va internato. Uno che lo ripete a distanza di mesi […]

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