Un maschio per La Russa

Il ministro Ignazio La Russa, in un dibattito televisivo, ha dato il peggio di sé per confutare le tesi di Concita De Gregorio, direttore dell’Unità: tutto questo sotto gli occhi di una Maria Latella che, in studio, era solo un soprammobile ben truccato e ben vestito.
Nello stralcio che potete vedere qui non c’è tempo per farsi un’idea esaustiva del dibattito. E non ce n’è bisogno.
La violenza di La Russa è verbale, immagino, solo perché lui, maschio, peloso, forte di un ruolo fortissimo, è fisicamente lontano dalla giornalista. Ma la dice lunga sull’arroganza che, in questo caso, non è nemmeno del potere, ma di una povertà intellettuale da tribù di terzo mondo. Tu, femmina, stai zitta e guarda come io, maschio, ti spiego il senso della vita.
Scomodare ragioni politiche per censurare il verbo sguaiato di questo signore equivarrebbe a fargli un favore. Gli abissi non si esplorano con l’aeroplano. Ci vorrebbe piuttosto un suo simile, maschio, peloso e biforcuto, per fargli entrare nella zucca che la buona educazione, purtroppo, non si conquista col voto. Talvolta serve qualche sano calcio nel sedere.

  

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