iPhone, tutto tranne che un telefono

Mi è capitato di avere tra le mani il nuovo oggetto di culto dei telefononanisti (intesi come appassionati della telefonia al limite del patologico): l’iPhone, un arnese pericolosissimo. Per quel che ne ho capito si tratta di un cellulare studiato per far tutto fuorché il cellulare. Non ha tasti! E perdonatemi l’esclamazione, ma io un telefono (portatile o no) lo vedo ancora coi tasti. Questo strumento ha un display che si trasforma a seconda dell’opzione in cui siete incappati. Il vostro ruolo attivo, quindi di schiacciatore di pulsanti, è ingabbiato in una tastiera virtuale che consente una certa agilità solo a chi ha dita come stecchini. Comporre un sms è una prova di ardimento che vi sconsiglio: se volete scrivere una “o”, al novantanove virgola nove (periodico) per cento spunterà fuori una “p”. Archiviare un qualsiasi dato è impossibile. La stessa funzione “opzioni”, che in un apparecchio normale terrorizza chiunque non abbia una laurea in ingegneria elettronica, è pressoché superflua. L’impossibilità è l’incubo di menti perverse come quelle dei matematici, figuriamoci cosa accade con persone ordinarie…
Insomma con 500 euro vi portate a casa un meraviglioso oggetto da mostrare agli amici quando la discussione langue. L’iPhone è un ottimo spunto di chiacchiera solo se non è vostro.

  

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