Bestiario

Qualche giorno fa, il mio amico Tony Gaudesi mi spronava a raccontare qualcosa di divertente del mio passato giornalistico. Premesso che non tutto ciò che è divertente è anche interessante, ho ripescato dal caos della mia memoria due episodi, o meglio due esempi che riguardano la parte più delicata di un articolo, cioé l’attacco.
Incidente mortale nel Trapanese: due auto si scontrano in modo frontale. La dinamica accertata è drammatica e semplice. I due conducenti, ognuno nel proprio senso di marcia, hanno effettuato in contemporanea un sorpasso azzardato, senza riuscire a rientrare in tempo nella propria corsia. Il pezzo iniziava così: “Morti perché la pensavano alla stessa maniera”.
Altro incidente stradale, stavolta nell’Agrigentino. Una strage. Quattro giovani muoiono carbonizzati. Il corrispondente inizia il suo articolo così:” Quando si dice gioventù bruciata…”.

PS. Il giornale per cui lavoravo partorì titoli del tipo: “Si è spento l’uomo che si era dato fuoco”, e “Ventimila invalidi in corsa per un lavoro”.

  

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