In coda al supermercato

Ieri. In un supermercato di Palermo. Ore 13,40.
Sono in coda alla cassa e mi godo un getto di aria condizionata sulla schiena. Nella fila accanto, un tale ben vestito, sulla sessantina, mi guarda. E’ un ex potente di un partito defunto, plurinquisito degli anni Novanta: un mio affezionato cliente, quando amministravo la cronaca giudiziaria al giornale. Distolgo lo sguardo.
Davanti a lui, un giovane di colore con un gelato confezionato in mano (credo si chiami Magnum, il gelato). Quando è il suo turno, il ragazzo fruga nelle tasche per cercare gli spicci. Il cassiere lo guarda spazientito. L’ex potente si fa avanti. Pago io, dice. L’altro si apre in un sorriso che, non so perché, mi accende una musica nelle orecchie: è That’s the way of the world degli Earth Wind and Fire.
Non sento altro. Vedo il giovane che ride e si compiace. E ringrazia, ringrazia.
Si allontanano verso la porta insieme. Prima di uscire il giovane alza una mano aperta. L’ex potente si ferma, posa un sacchetto, e lo imita. La musica si blocca e sento lo schiocco dei palmi che si incontrano. Poi i due si dividono. Uno raggiunge una berlina parcheggiata in doppia fila, l’altro si siede sul marciapiede e scarta il gelato.

  

One Comment

  1. Senza Maurice White | Gery Palazzotto
    Feb 05, 2016 @ 10:14:22

    […] Maurice White non avrei cantato in coda al […]

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