Esiste una categoria di persone particolarmente fastidiosa. Sono quelli contro, a ogni costo.
Si ostinano a navigare controvento, o meglio a ostentare la loro navigazione controvento, anche quando l’aria è ferma. Li trovate a ogni angolo di discussione, ovunque ci sia la possibilità di imbucare un parere. E – fateci caso – raramente il loro è un parere richiesto. Criticano senza argomentare, minano alle fondamenta il rigore della logica, si esibiscono a orecchie tappate perché ascoltare gli altri è per loro una grave forma di inquinamento cerebrale.
Ne conosco di due tipi: gli snob e i rissosi.
Il ragionamento dei primi è semplicissimo. Criticano qualcosa che non hanno visto, che non hanno sentito, di cui non hanno neanche una prova epidermica. Sono i migliori sostenitori del Partito Preso e i peggiori promulgatori delle ragioni dello stesso.
I secondi sono un po’ più sofisticati e – diciamolo – anche un po’ più intelligenti. Generalmente, proprio per alimentare la fiamma dell’ira che li fa (così credono) personaggi, hanno studiato l’argomento di cui blaterano. Ma si sentono biologicamente costretti a ricostruirlo in modo speculare rispetto alla comune opinione. Sta in questa costrizione masochistica il segreto della loro orgogliosa vacuità. Le opinioni controcorrente sono terreno fertile per la cultura e la civiltà (e anche per un sano cazzeggio), a patto che siano libere. Le loro sono incatenate all’ombelico. Sono battute mal recitate di un copione che nessuna persona sana di mente si sognerebbe di scrivere.

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